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Il Don Bosco scoppia: gli agenti restano "in carcere" per protesta

Una forma di protesta singolare oggi nella casa circondariale pisana dove la Polizia Penitenziaria ha manifestato contro il sovraffollamento e lo scarso numero di agenti in servizio

Redazione 25 gennaio 2012

Dopo il clamore e le polemiche suscitati dall'evasione di due carcerati (uno è stato poi subito fermato) alcune settimane fa, il carcere Don Bosco di Pisa torna sotto i riflettori a causa della protesta della Polizia Penitenziaria.
A fine turno sono rimasti in "carcere". Agenti, sovrintendenti e ispettori infatti oggi si sono autoconsegnati e hanno rinunciato ai pasti forniti dalla mensa interna della casa circondariale. Lo rende noto la Cisl spiegando che i motivi della protesta sono le condizioni di sovraffollamento della struttura e i mancati provvedimenti dell'amministrazione penitenziaria, dopo l'evasione avvenuta nelle scorse settimane. "Il carcere Don Bosco scoppia - dice il segretario generale della Cisl, Gianluca Federici - perché dovrebbe ospitare 225 detenuti e invece ce ne sono 380 (337 uomini e 43 donne). E gli agenti sono pochi: la pianta organica ne prevede 254, ma in servizio ce ne sono appena 188. E di questi, 26 sono stati distaccati in altri istituti (mentre da altre case circondariali al Don Bosco sono arrivati appena due poliziotti)". La carenza di personale della Polizia Penitenziaria, sottolinea il segretario della Cisl, "in alcuni turni costringe un singolo operatore a occuparsi contemporaneamente di più reparti". (fonte Ansa)

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