Università e ricerca: precari in piazza per chiedere al Governo più finanziamenti

La protesta, che si è svolta anche in altre 11 città italiane, è stata organizzata dal gruppo di Ricercatori Determinati

Presidio, questa mattina, 9 gennaio, in piazza Dante, di alcune decine di precari della ricerca delle università pisane. Al centro della protesta, la richiesta di rifinanziare strutturalmente il mondo dell'Università e della ricerca italiano, riformando anche il "sistema di valutazione e reclutamento del personale" e superando "la forma contrattuale parasubordinata in favore di forme lavorative e previdenziali dignitose".

La protesta, che si è svolta anche in altre 11 città italiane, è stata organizzata dal gruppo di Ricercatori Determinati ed è sostenuta dalle organizzazioni studentesche, dall'Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca in Italia e dalla FLC-Cgil. "Il 25 dicembre scorso il ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca Lorenzo Fioramonti - scrivono in una nota i Ricercatori Determinati Pisa - si è dimesso, a fronte dell’ennesimo 'no' a un rifinanziamento adeguato del comparto scolastico e universitario in Legge di Bilancio. Il gesto eclatante del ministro ha riportato l’attenzione nazionale sul problema, troppo a lungo ignorato, delle condizioni drammatiche in cui il sistema universitario e scolastico pubblico versa da troppi anni". 

Tra le criticità sottolineate dai manifestanti "l’insufficienza cronica dei finanziamenti pubblici, frutto di scelte politiche deleterie ripetute negli anni, che ha avuto conseguenze devastanti su tutti i livelli della formazione superiore e della ricerca in Italia. La consistente riduzione delle borse dottorali, la posizione lavorativa parasubordinata, l’assenza di un sistema di reclutamento ordinario per i gradi inferiori della carriera, un sistema di valutazione che privilegia la quantità sulla qualità dei risultati scientifici mortificano quotidianamente la nostra dignità professionale e umana. Le carriere discontinue a cui siamo costretti ci impediscono di progettare un orizzonte esistenziale stabile per dare senso ai nostri sforzi. L’incubo della ‘produzione’ scientifica genera angosce profonde e rende insopportabili i nostri ritmi di lavoro. Sappiamo bene quale prezzo tutti noi stiamo pagando, non soltanto in termini di svantaggio economico e sociale, ma anche di benessere psichico".

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"Da troppi anni - sottolineano ancora i Ricercatori Determinati Pisa - i precari della ricerca, la categoria più colpita dalle ingiustizie strutturali del sistema universitario italiano, subiscono in silenzio scelte sbagliate. I recenti avvenimenti politici ci offrono l’opportunità di esprimere i nostri bisogni, di condividere la nostra insoddisfazione e di riconoscerci parte di una comunità unita. È ora che ci impegniamo a rivendicare in prima persona diritti troppo a lungo negati e a sensibilizzare la società italiana rispetto ai nostri temi. Questo - promettono i Ricercatori Determinati Pisa - sarà solo l’inizio dell’inverno caldo della ricerca italiana".

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