Campo della Bigattiera, senza luce né gas: i rom protestano

A Marina di Pisa le famiglie rom, sostenute da Africa Insieme, hanno protestato per le mancanze nell'insediamento. Il Comune ha esposto le sue ragioni e minaccia di querelare l'associazione per alcune "insinuazioni"

Il campo abusivo di via della Bigattiera

Stamattina l'associazione Africa Insieme ha sostenuto decine di capifamiglia del campo di via della Bigattiera, che hanno denunciato di essere stati privati dell'energia elettrica nell'insediamento. "Sono state chiuse anche due piccole fontane  perché venivano alimentate da un'autoclave, che in assenza di elettricità non funziona - protestano - Uomini, donne e bambini sono costretti a fare la fila per lavarsi utilizzando un filo d'acqua che esce da una fontana".

Secondo i nomadi, il distacco dell'energia elettrica non é stato imposto dall'Enel a seguito di inadempienze delle famiglie, ma deciso dal Comune che ha voluto in questo modo avviare le operazioni di sgombero dell'insediamento che non è autorizzato, anche se da anni presente nella pineta lungo il litorale pisano.

"In assenza di luce elettrica - denunciano i capifamiglia del campo - siamo costretti a illuminare le baracche con le candele. È una situazione pericolosa perché si potrebbero innescare incendi, così come è avvenuto un paio di sere fa in un container dove le fiamme sono state domate in fretta, grazie ad alcuni estintori presenti nel campo. Ma il timore maggiore è che continuano a dirci che presto ci manderanno via, ma nessuno ci propone una soluzione alternativa".

Sergio Bontempelli, presidente di Africa Insieme, critica le scelte comunali: "La Regione ha stanziato 400 mila euro per risolvere le situazioni più critiche senza ricorrere a sgomberi e senza contrastare le situazioni di emergenza, attraverso lo sviluppo di processi di inclusione sociale, con particolare riferimento alle persone presenti in questo campo. Ci chiediamo allora che fine abbiano fatto questi soldi".

"Tutte le persone presenti alla Bigattiera che ne avevano diritto sono state sistemate in alloggi - afferma in una nota l'assessora Maria Paola Ciccone -  mentre per altri sono in corso trattative con diversi  comuni della Toscana per il rientro alle condizioni dell'ultimo accordo siglato, che prevede la solidarietà fra le città nell'accoglienza ai nuclei rom per non gravare in modo sproporzionato solo su Pisa".

"Il protocollo d'intesa firmato con la Regione nel 2009  - replica la Ciccone ai rom che accusano il Comune di voler sgomberare il campo senza offrire alternative - prevede la chiusura degli accampamenti abusivi e gli inserimenti abitativi solo per gli aventi diritto, in regola con le leggi. L'amministrazione comunale ha consegnato alle famiglie rom 26 alloggi, di cui 17 appartamenti appena edificati accogliendo in totale 134 cittadini macedoni".

"La fornitura di energia - sottolinea l'assessore - è stata sospesa a seguito di un caso di morte per folgorazione di un giovane macedone per allacci abusivi alla corrente elettrica e per la reiterazione di questa rischiosissima pratica malgrado le diffide dalle autorità competenti. I servizi idrici sono garantiti e anche i servizi sanitari di base con il supporto della Asl 5 e del volontariato della Pubblica assistenza".