Diritto allo studio, ballano 2,8 milioni, è protesta: "Paghi la Regione, non gli studenti"

Blocco del traffico da parte dei manifestanti intorno alle ore 13 sul lungarno. Lanciato l'allarme contro il pericolo di nuovi rincari di tariffe e servizi

Manovre di bilancio fra istituzioni che, a catena, mettono a rischio il diritto allo studio degli studenti. E' stata protesta oggi, 31 maggio, per gli studenti dell'Università di Pisa prima con un presidio in Piazza Garibaldi e poi con un blocco del traffico sul Lungarno Pacinotti. Per circa un quarto d'ora una 50ina di ragazze e ragazzi ha fermato la circolazione per lanciare l'allarme su possibili nuovi tagli a borse di studio e quindi rincari ai servizi.

Lo spauracchio di 9 milioni di euro di buco, su un bilancio del DSU Toscana di circa 100, sembra allontanarsi. Ma resta il problema di 2,8 milioni mancanti da mettere a bilancio per il 2017. Torna infatti a pesare il cambio di regime sul trattamento dell'Iva, che per il 2016 aveva portato ad un finanziamento emergenziale di 2 milioni della Regione Toscana ed 800mila euro coperti con risorse del DSU. L'origine del problema la spiega Francesco Di Bartolo di 'Sinistra per': "Il Dsu Toscana, come la maggior parte delle Aziende per il diritto allo studio, ha negli anni detratto l'Iva per tutti i beni e servizi relativi a vitto e alloggio, riguardanti gli studenti universitari. Cioè pagava l'Iva alle aziende, e poi veniva di fatto rimborsata dall'Agenzia delle Entrate".

La norma relativa, l'articolo 10 del DPR 633/72, però non è chiara, tanto che nel 2011 è stata al centro di una sentenza della Cassazione (la n. 13069) dove erano contrapposte il DSU Pavia e l'Agenzia delle Entrate. La Corte ha deciso per l'esenzione dell'Iva, e quindi la non detraibilità, prevedendo un 'collegamento funzionale' fra ente ed aziende. In sostanza l'Agenzia delle Entrate ha poi avviato gli accertamenti per stabilire quanto il DSU Toscana avrebbe dovuto ridare indietro dell'Iva detratta.

"Dal 2011 al 2016 - spiega Nicola Marin di 'Sinistra per' - non ci sono state contestazioni. Poi a fine 2016, con il nuovo regime dell'Iva, sono stati chiesti i 2,8 milioni, risolti con 2 milioni straordinari dalla Regione e 800mila del DSU. Ad inizio di questo mese in CdA dell'Università è arrivata la relazione finale dell'Agenzia delle Entrate che chiede 9 milioni fra restituzioni e sanzioni, più altri 2,8 milioni di Iva da mettere a bilancio per il 2017. Si sapeva che sarebbe arrivata la richiesta del pregresso, ma non di quanto, per questo 6 milioni erano stati accantonati dal DSU dei 9 non elargiti in borse e servizi derivanti dai nuovi parametri ISEE".

presidio garibaldi studenti iva

Il quadro, all'apparenza catastrofico, sarà molto probabilmente in parte risolto da una sanatoria nazionale: "Lunedì pomeriggio - prosegue Marin - in Commissione Bilancio in Parlamento è stato votato un emendamento che elimina il pregresso, i 9 milioni, ma lascia i 2,8 del nuovo regime Iva. Dovrebbe passare con la prossima 'manovrina' finanziaria". "Quello che chiediamo - afferma il rappresentante di 'Sinistra per' - è che sia la Regione Toscana a coprire questi 2,8 milioni per non far tagliare al DSU nuovamente i servizi, cioè che non siano gli studenti alla fine a pagare queste problematiche. Capiremo dalla prossima Conferenza regionale cosa vorrà fare la Regione, con le indicazioni che darà in vista del prossimo bando borse da approvare a fine giugno".

La paura è che "si crei la figura dell'idoneo non beneficiario - conclude Di Bartolo - mai accaduto prima a Pisa". "Tanti studenti - affermano Vincenzo Cassano e Alice Savarino della residenza Rossellini - scelgono Pisa per i servizi del DSU, sono 4mila i borsisti su circa 50mila studenti. L'investimento in questo caso non è solo per i diritti, ma anche per mantenere una presenza economica importante in città, fra affitti ed indotto".

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