Prosegue la mobilitazione degli studenti, lettera ai professori: "Siamo sulla stessa barca"

L'ultimo istituto ad essere occupato è stato il Liceo Buonarroti

L'Itis Da Vinci: foto dalla pagina Facebook 'Scuole in Rivolta - Pisa'

Continua la mobilitazione degli studenti delle scuole Pisane. L'ultimo istituto ad essere occupato è stato il Liceo Buonarroti, come annunciato dal movimento 'Scuole in Rivolta'. Il conto vede quindi coinvolto il Complesso Marchesi con Santoni e Gambacorti, poi Russoli, Carducci, Da Vinci e Pacinotti.

Questa mattina, 24 gennaio, sulla relativa pagina Facebook è stata pubblicata una lettera indirizzata ai professori in cui gli studenti spiegano i motivi della protesta rivoglendosi proprio agli insegnanti.

"Cari professori, care professoresse - parte la missiva - non ci capite perché usiamo metodi 'violenti', perché ci copriamo il volto, perché con voi non abbiamo dialogo ma scontro, perché lo facciamo 'solo per saltare la lezione' e perché non ne vedete la motivazione. Non chiediamo che improvvisamente vi schieriate dall'altra parte della barricata, ma ad una cosa ci teniamo: siamo sulla stessa barca".

Si prosegue quindi con la denuncia sulle condizioni di "sfruttamento" degli studenti nei percorsi di alternanza scuola-lavoro, per poi passare ai temi dei finanziamenti su infrastrutture, spazi scolastici e sul futuro. "Siamo un po' stanchi e un po' arrabbiati - scrivono gli studenti - perché le uniche riforme scolastiche che vengono fatte non tengono conto di noi studenti: in che modo la presenza di telecamere o peggio delle forze dell'ordine nelle scuole dovrebbe tutelarci quando c'è il rischio che una vetrata ci cada in testa? Siamo un po' stanchi e un po' arrabbiati perché ci è già stato sottratto il futuro, o almeno un futuro decente, data la criticissima questione ambientale che tutti continuano a ignorare. Veniamo trattati con superficialità, noi, figli di una società alienata e alienante, corrotta, che premia chi schiaccia l'altro e penalizza chi si ferma a respirare, siamo solo 'vandali' se occupiamo, solo 'fannulloni' se chiediamo momenti e spazi per confrontarci". 

Secondo gli studenti "quello che sta succedendo negli istituti superiori di Pisa viene sminuito e letto con superficialità cosicché, una volta finito, il ciclo delle occupazioni possa essere solo una piccola parentesi facile da dimenticare, come è stato fatto l'anno precedente, ma come avrete notato la polvere che viene nascosta sotto al tappeto, prima o poi salta fuori". Gli studenti si rivolgono quindi di nuovo ai professori: "Noi non vogliamo che ci appoggiate necessariamente e non pensiamo siate voi i responsabili. Siamo tutti sulla stessa barca e vogliamo che qualcosa cambi davvero". 

Il documento degli studenti del Russoli

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