Famiglia, movimenti femministi contro il ddl Pillon: proteste a Pisa

'Non Una di Meno' lancia la mobilitazione in città chiedendo il ritiro del disegno di legge su separazioni, divorzi, affidamento e mantenimento dei figli: "Limita libertà e favorisce la violenza"

Sarà 'stato di agitazione permanente' per il movimento femminista 'Non Una di Meno'. A Pisa il collettivo sostiene la protesta partita dalla rete dei Centri anti-violenza contro il disegno di legge Pillon, che propone di riformare i tratti del diritto di famiglia legati a separazioni, divorzi, affidamento e mantenimento dei figli. Il ddl porta il nome di Simone Pillon, senatore leghista primo firmatario del documento. Insieme alle attiviste, stamani 6 novembre in Piazza XX Settembre, c'era anche la Casa della Donna, con la sua presidente Carla Pochini. 

Lo scopo delle manifestazioni previste, sia in città che in tutta Italia, è quello di chiedere il ritiro del ddl. Sono tanti i punti critici segnalati dalle attiviste: "Vengono previste procedure e vincoli - ha spiegato Martina Mocci - che a conti fatti mettono in discussione la stessa libertà di chiedere separazione o divorzio. Viene imposta la mediazione familiare obbligatoria, ovviamente a pagamento e si parla di centinaia di euro a seduta, anche per casi consensuali. Pillon stesso è un mediatore, fra l'altro, quindi in conflitto di interessi. In nome di una retorica della parità i figli vengono trattati come pacchi da spostare. E' chiaro l'intento di rendere più difficile le separazioni, si riafferma così una concenzione di famiglia autoritaria, con le violenze domestiche che in tutto questo saranno più difficili da denunciare". 

Cosa prevede e le critiche al ddl Pillon

Carla Pochini ha posto l'accento anche sul contesto italiano: "Ricordiamo che le donne hanno stipendi medi più bassi e forme di lavoro più precario, elementi che uniti alle nuove previsioni scoraggiano le donne ad allontanarsi dal partner ed a denunciare soprusi, con il sommerso che già è ampio. Sono misure che praticamente fanno stipulare un contratto fra i genitori per l'educazione dei figli, senza tenere conto delle esigenze di questi. Si ritorna al 'Dio, patria e famiglia'. Per questo saremo in piazza il prossimo 10 novembre a Pisa, insieme ad altre 100 e speriamo di più piazze in tutta Italia".

La manifestazione nazionale si declinerà in città con un corteo che partirà da largo Ciro Menotti alle 17.30, ritrovo alle ore 16. "Per discutere ed informare sul ddl - ha annunciato Martina - mercoledì 7 novembre ci ritroveremo per un'assemblea cittadina in Logge di Banchi alle 17.30, insieme ad avvocatesse che entreranno nei dettagli delle previsioni. La manifestazione di sabato sarà il primo passo verso la grande mobilitazione del 24 novembre a Roma, fino ad arrivare al prossimo 8 marzo". 

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