'Origins Bridge': i tre Atenei cittadini, Comune e Cnr per realizzare il ponte sull'Arno

Siglato mercoledì mattina il protocollo di intesa con l'obiettivo di realizzare entro il 2020 l'avveniristica opera. Servono tra i 15 e i 20 milioni di euro ma ci sarebbero già investitori interessati

Il Ponte sull'Arno Origins Bridge. Sotto un momento dell'incontro alla Normale

E' stato firmato questa mattina, mercoledì 22 novembre, il protocollo d'intesa tra i tre Atenei cittadini, il Comune di Pisa e il Cnr per la realizzazione dell'Origins Bridge, il ponte-edificio dedicato alla scienza e alla divulgazione che unirà lungarno Guadalongo alle Piagge, all'altezza del chiesa di San Michele degli Scalzi. Dopo la prima fase del progetto, avviata un anno e mezzo fa dalla sola Scuola Normale e conclusa con lo studio progettuale di fattibilità e il concept architettonico dell’opera (nonché un’approvazione preliminare alla costruzione arrivata dall’Autorità di Bacino, dal Genio civile, dalla Soprintendenza ai beni culturali), inizia ora la seconda fase di selezione dell’operatore economico cui affidare la progettazione, costruzione e gestione di Origins Bridge.

Origins Bridge: il progetto

Un percorso che vede da oggi unite le principali istituzioni di alta formazione e ricerca di Pisa: Normale, Scuola Sant’Anna, Università, Cnr e Comune, grazie al protocollo d’intesa, hanno infatti costituito un gruppo di lavoro per coordinare gli aspetti amministrativi ed individuare il soggetto più idoneo alla costruzione del ponte-edificio nell’ambito di una procedura di partenariato pubblico-privato. "Questo accordo - ha affermato Vincenzo Barone, direttore della Normale - è un impegno formale a lavorare tutti insieme per un traguardo di grande prestigio. Uniti abbiamo infatti a mio parere molte più possibilità di raggiungere il risultato finale".

L'opera vuol richiamare ponti storici italiani come Ponte Vecchio a Firenze o il Ponte di Rialto a Venezia, configurandosi però come un polo di ricerca futuristico sulle origini del Cosmo e della Vita, il primo esempio nel mondo di questo genere. "Per realizzarla - spiega Andrea Ferrara professore ordinario di Cosmologia alla Normale - serviranno 15/20 milioni di euro. Abbiamo già contatti con possibili investitori italiani ed internazionali: l'obiettivo è quello di realizzarla entro il 2020. Origins Bridge - prosegue Ferrara - vuole essere non solo un'infrastruttura innovativa capace di attrarre talenti da tutto il mondo, ma anche un simbolo della ricerca pisana ed un omaggio al bello della città e dell’Italia. Costituirà inoltre un’opportunità per tutti i cittadini ed i turisti che visitano Pisa di entrare in contatto con il mondo della scienza e gli scienziati stessi, in un contesto piacevole e stimolante".

Un'infrastruttuta che secondo l'assessore comunale Marilù Chiofalo "diventerà il simbolo di una città che anche urbanisticamente racconta la sua storia. Da una parte avremo l'Origins Bridge, che si collega al centro Sms e alla biblioteca, dall'altra parte la Cittadella Galileiana recuperata in questi anni: nel mezzo una città viva che con le sue attrazioni parla di una grande tradizione di arte e scienza". L'opera consentirebbe inoltre la riqualificazione dell’area golenale de La Cella, sulla sponda sinistra del fiume. "Se il progetto sarà realizzato - afferma Pierdomenico Perata, rettore della Scuola Sant'Anna - riuscirà a far crescere tutta l’area intorno ad esso, soprattutto sulla sponda sinistra dell’Arno nel quartiere di Porta Fiorentina. La vera sfida sarà, oltreché la realizzazione e la sostenibilità economica, la gestione finale del ponte, che dovrà essere fatta in modo da renderlo vivo, attraente ed ecosostenibile".

"Un progetto - afferma la prorettrice dell'Università di Pisa, Nicoletta De Francesco - che abbiamo accolto con entusiasmo e che potrebbe essere fortemente attrattivo anche per il turismo in città". Infine Domenico Laforenza, presidente dell'area della ricerca del Cnr di Pisa, ha sottolineato il contributo che il Cnr, oltre agli aspetti economici, potrebbe dare alla causa. "Vorremmo contribuire - ha detto Laforenza - popolando la struttura con laboratori dedicati alla qualità della vita di internet, internet delle cose, e tecnologie di virtual reality. In un'epoca in cui si costruiscono muri, questo progetto mira invece a costruire ponti, un aspetto importante anche dal punto di vista simbolico". 

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