Estate e Covid, gli stabilimenti si preparano: tanti problemi, ma c'è voglia di ripartire

Esercenti preoccupati per disdette, spese e restrizioni, riaperture comunque previste fra fine maggio e inizio giugno

Sarà un'estate inedita quella che si vivrà sui litorali d'Italia. Gli stabilimenti di Marina di Pisa e Tirrenia si stanno preparando per la stagione ormai alle porte, alla luce delle ultime linee guida sulle regole per le riaperture. Sono ore frenetiche per gli operatori, che stanno ultimando gli interventi e l'organizzazione per accogliere in sicurezza i clienti. Rispettare le tutele sanitarie è il presupposto ovviamente principale, sia per i lavoratori che gli ospiti, ma sono tanti gli aspetti ad esso legati che definiranno la stagione, non ultimo il 'clima' che si respirerà in spiaggia.

"I bagni a Tirrenia sono come piccoli paesi - analizza il titolare del Bagno Vittoria Luca Gonnelli - sono luoghi di ritrovo e di libertà, quest'anno non sarà del tutto così. Imporre delle regole è antipatico, ma se si concede troppo si rischia il caos. Sul fronte delle linee guida da rispettare non abbiamo molti problemi, abbiamo predisposto i presidi come gel, mascherine e spazi per il distanziamento; sotto questo aspetto delle metrature fra ombrelloni sono più in difficoltà i colleghi di Marina. Io sono più preoccupato per i comportamenti, che dovranno essere di buon senso".

Difficile far combaciare restrizioni e realtà quotidiana in spiaggia: "Si possono fare le registrazioni dei clienti, misurare la temperatura dei dipendenti, informare di tutte le avvertenze ed i divieti di assembramenti, ma poi dipende comunque dalle persone. Non siamo responsabili verso i clienti, ma vogliamo tutelarli, pur non essendo e non volendo essere dei carabinieri. Sarà un imbarazzo ad esempio dire ai genitori di tenere all'ombrellone i bambini. L'importante - conclude Gonnelli - è che non si verifichino contagi".

Il 'fattore paura', specie per le famiglie con anziani, ha un peso nelle disdette, che pure sono arrivate raccontano gli imprenditori. Altro motivo della rinuncia al mare è la crisi del lavoro, che ha portato a perdite nelle tasche dei cittadini che ora si ripercuotono sulle scelte vacanziere. Gabriele Roberti del Bagno Marco Polo conferma queste preoccupazioni ed aggiunge: "Ci sono poi le spese della necessaria riorganizzazione, direi pari ad un 25% in più rispetto al solito, con la prospettiva di minori guadagni. La stagione comunque si farà". E come andrà? Dipende. "Credo che le prime settimane la gente sarà circospetta. Passerà a vedere e si informerà. Poi a luglio e agosto, se va tutto bene, credo ci sarà un boom di ritorni al mare. Gran parte dei clienti è dei comuni pisani e stagionale. Sarà tutto diverso, anomalo, senza le consuete tavolate e tutti con la mascherina, ma il bagno resterà un punto di aggregazione". 

A pagare in termini di clienti è chi disponde di minori spazi, e questo avviene in particolare a Marina di Pisa. "Si riapre con la metà dei posti - è la testimonianza di Stefano Sbrana, titolare del Bagno Gorgona - saranno di fatto gli stagionali, senza giornalieri o mensili". L'obiettivo di questa estate sarà quindi "mantenere i clienti e limitare i danni", con alcuni costi di cui ancora non si può avere contezza: "Solo alla fine si potrà trarre le fila di quanto si è speso per le costanti sanificazioni. Spese che sono aumentate per tutto, come per il personale in più necesario per rispettare le prescrizioni". 

Affronta con ottimismo la ripartenza Diva Giannelli del Bagno La Siesta a Calambrone: "Si deve ricominciare ed ho fiducia, abbiamo preso delle iniziative per prenderci cura dei clienti e farli sentire sicuri e a casa. Anche se potevamo non farlo con i nostri spazi, abbiamo eliminato una 60ina di posti, per stare ancora più tranquilli e dare un segnale. Abbiamo fatto poi un'app per ordinare e anche una carta prepagata contactless, in modo da ridurre al minimo la manipolazione del denaro. Le mascherine del personale avranno poi il nostro logo... insomma si farà il possibile per sdrammatizzare. Sono vent'anni che faccio questo lavoro, abbiamo fatto una campagna di prevenzione ed informativa importante, devo dire che la risposta dei clienti è buona".

Ci sono poi casi particolari, come il Bagno degli Americani, i cui spazi sono in maggior parte rappresentati da una spiaggia libera. "La domenica - spiega il titolare Davide Bani - abbiamo 2.000/2.500 persone, come fai a far rispettare le distanze? Basta un 1% indisciplinato per avere disordini. Per questo stiamo cercando di concordare una soluzione con il Comune di Pisa. Una volta fatto, i preparativi sono a buon punto, nel giro di un paio di giorni possiamo partire". Diverse le soluzioni possibili: "Si parla di fissare un numero massimo di presenze, ma come far rispettare la cosa a chi magari è prepotente? Si pensa ad una app per prenotare i posti, ma c'è da evitare il pericolo di assembramenti per chi resta fuori... se qualcuno viene dopo due ore di macchina, coi figli, e trova chiuso? Insomma: se si può assicurare una vita ordinaria, va bene; se gli interventi straordinari, mettiamo della Municipale, sono costanti, allora diventa un problema".

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Difficile che si potranno replicare gli eventi degli anni scorsi, ma qualcosa si muove: "Verificheremo se il cinema all'aperto è fattibile, assicurando i distanziamenti necessari. La voglia di mare c'è, lo vediamo. Nei giorni scorsi ad esempio il parcheggio era pieno. Si tratta sì di assicurare tutela sanitaria, ma anche assicurare senso di sicurezza e tranquillità. Cerchiamo ad esempio di usare prodotti per la sanificazione meno invasivi, anche per evitare allergie dei clienti. Magari sarà un'estate meno divertente - conclude Bani - ma è importante che si trasmetta serenità". 

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