Rebeldia, Unione Inquilini e Diritti in Comune contro Airbnb: "Affare milionario che svuota la città"

"I dati dimostrano che la piattaforma è sempre meno utilizzata da chi mette a disposizione una stanza nella logica della sharing economy e sempre di più dai professionisti della rendita"

Foto d'archivio

"Un affare milionario che rischia di svuotare la città di residenti". E' la denuncia di Rebeldia, Diritti in Comune e Unione Inquilini Pisa in merito a Airbnb, il portale online che mette in contatto persone in cerca di un alloggio o di una camera per brevi periodi. "Abbiamo portato avanti un percorso - spiega Serena Fondelli, di Rebeldia - per capire meglio l'impatto di questo fenomeno su una città come Pisa. Grazie ad una interrogazione di Diritti in Comune siamo riusciti ad ottenere alcuni dati molto interessanti".

I dati

I dati sono stati forniti dal Comune di Pisa "accedendo al sito Airdna (un portale che fornisce informazioni sulle prestazioni di 10 milioni di case vacanza di Airbnb e di Vrbo Nda). Attualmente - continua la Fondelli - nel nostro Comune, esclusa Marina di Pisa che non è censita, ci sono 1099 annunci di affitti brevi, di cui 655 (60%) riguardano l'affitto dell'intero appartamento, mentre gli altri 440 (40%) sono di annunci per singole camere; infine solo 4 (0.4%) annunci riguardano camere condivise. Le zone di maggior concentrazione di affitti, mediati dalla piattaforma digitale di Airbnb, sono il centro città e la zona di Cisanello".

Secondo i dati forniti dalla piattaforma l'andamento di questo tipo di affitti farebbe segnare a Pisa un +50% negli ultimi tre anni. "Pensiamo quindi - prosegue Fondelli - che questo sia un fenomeno destinato ad ampliarsi con risultati che facilmente possiamo immaginare: i 655 alloggi interi messi a disposizione dei turisti sono infatti case sottratte all'abitare, in un mercato degli affitti come quello pisano che ha già dei canoni elevati. La logica è insomma sempre la stessa: si diminuisce l'offerta per far aumentare i prezzi degli affitti. Infatti secondo dati resi noti dalla Cgil di Firenze e dal Sunia si regista aumento medio del 9,97% a metro quadro".

"Giro d'affari da un milione di euro al mese"

"C'è un altro dato - continua l'esponente di Rebeldia - che sarebbe fondamentale conoscere ma che non siamo riusciti ad ottenere, che riguarda la presenza di multiproprietari tra gli host. Facendo un controllo a campione abbiamo visto che su 5 host che mettono a disposizione l'intero appartamento 2 hanno altri appartamenti disponibili sulla piattaforma sia a Pisa che in altre città turistiche, come ad esempio Roma e Firenze, e 1 ha due interi appartamenti disponibili su Pisa per affitti brevi. Questi dati ci dimostrano come la piattaforma sia sempre meno utilizzata da chi mette a disposizione una stanza nella casa in cui abita, secondo la logica della sharing economy, ma che invece nasconde veri e propri business".

Un giro d'affari che secondo i dati raccolti da Rebeldia si aggirerebbe, solo a Pisa, "intorno al milione di euro al mese". Il tutto in una città, come quella della Torre, in cui la situazione casa è "piuttosto critica, sia per quanto riguarda gli sfratti che le liste di attesa per le case popolari". 

"Questi primi dati raccolti - conclude Ciccio Auletta, di Diritti in Comune - ci raccontano di un centro città che viene progressivamente svuotato dalle persone che vi abitavano, a causa dell'assenza di efficaci politiche abitative. Tutto questo avviene in uno spazio cittadino centrale, che è progressivamente privato della sua natura e reso un parco giochi per turisti. Uno spazio che l'amministrazione comunale continua a bersagliare con le cosiddette 'politiche antidegrado', con bislacche e inutili ordinanze, con propagandistiche modifiche di regolamenti comunali, senza però farsi mai realmente carico dei problemi reali".

L'appuntamento

Sul tema, domani 13 novembre alle ore 17:30, Rebeldìa, Unione Inquilini Pisa e Chicco di Senape hanno organizzato, alla libreria 'Tra le righe', una giornata di approfondimento con la presentazione del libro 'Airbnb città merce. storie di resistenza alla gentrificazione digitale' con l'autrice Sarah Gainsforth.

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