Rete idrica: il 52% è costruito in Eternit. Nessun rischio riscontrato al momento, previsti controlli

L'assessore Serfogli ha risposto in Consiglio Comunale ad una interrogazione a firma Paolicchi, Ricci e Auletta sulla presenza o meno di composti di amianto nella rete idrica pisana. L'Autorità Idrica Toscana ha annunciato un'azione di monitoraggio

Oltre metà dell'acquedotto pisano è costruito con il composto di cemento-amianto. La cifra precisa riferita dall'assessore Andrea Serfogli nel Consiglio Comunale di ieri è 52%, con una presenza sul territorio diffusa soprattutto nelle aree adiacenti al centro città. Secondo le attuali normative non è prevista nessuna attività di sostituzione, tuttavia l'Autorità Idrica Toscana ha intenzione di avviare un monitoraggio sulla risorsa erogata, sulla cui base prevederà degli eventuali piani di intervento sulle tubazioni.

La questione era stata sollevata da alcuni consiglieri, Valeria Antoni (M5S), Armando Paolicchi (Gruppo Misto), Ciccio Auletta e Marco Ricci (Una città in comune). Serfogli ha così specificato i vari passaggi e normative rilevanti sul tema. Le condotte, evidenziate di rosso nella cartina, sono state posate in epoca precedente la gestione di Acque spa e sono presenti in tutta la rete idrica. L'assessore spiega che che nel decreto legislativo 31/2001, ricettivo della Direttiva Comunitaria 98/83 CE, non si fa menzione dell'amianto fra i parametri riguardanti la potabilità dell'acqua, in quanto al momento non esisterebbe nessuna prova scientifica seria che dimostrerebbe che la sua ingestione sia dannosa per la salute. Tale impostazione è recepita nelle "Linee guida sulla qualità dell'acqua potabile" dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, per cui ecco che non sono fissati limiti di concentrazione di amianto nell'acqua potabile.

La legge 257/92 ha vietato l'uso del cemento-amianto ed imposto il suo smaltimento controllato, ma non prevede la rimozione di quello utilizzato precedentemente. Il Decreto Ministeriale 14/05/96 obbliga al controllo dello stato di conservazione dei manufatti in Eternit, ma non prevede programmi di sostituzione, rientrando tale eventualità nella manutenzione straordinaria per così dire normale, cioè nei casi di malfunzionamenti o perdite, al pari di ogni altro materiale.

Nello studio di Arpat del 1996 le fibre di amianto valutate nella rete idrica pisana erano inferiori al limite di rilevabilità, pari a 1600 fibre/litro. Tuttavia, data l'ampia presenza del materiale nelle strutture idriche toscane, l'Autorità preposta avvierà un monitoraggio per aggiornare le previsioni riscontrate nel rapporto Arpat e si concentrerà primariamente per le reti composte in larga parte da Eternit. Da questi dati emergeranno i piani per le sostituzioni da eseguire.  

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