Agricoltura e accoglienza: ad un'azienda di Crespina il premio 'Welcome' delle Nazioni Unite

Il riconoscimento annuale, che verrà consegnato il 21 marzo a Milano, è andato alla Biocolobini Srl per aver favorito l'inserimento lavorativo e sociale di beneficiari di protezione internazionale

L’Agenzia ONU per i rifugiati (UNHCR) ha conferito all'azienda Biocolombini srl Società Agricola di Crespina il logo 'WELCOME - Working for refugee integration' per l'anno 2018. Si tratta di un riconoscimento, sostenuto da Ministero del Lavoro, Ministero degli Interni e Confindustria, assegnato annualmente alle imprese che, in base alle proprie possibilità, si sono distinte per aver effettuato nuove assunzioni di beneficiari di protezione internazionale o che abbiano favorito il loro concreto inserimento lavorativo e sociale. L'evento di premiazione si svolgerà domani, 21 marzo, a Milano, presso la sede di Assolombarda.

Il progetto con cui la Biocolombini ha partecipato alla selezione ha riguardato l'attivazione di una serie di tirocini formativi con persone richiedenti asilo e, per alcuni di essi, la successiva assunzione. L’azienda Biocolombini si trova a Crespina e lavora circa 40 ettari di terreno, tutti rigorosamente certificati biologici. Nel 2018 ha dato lavoro a 25 dipendenti, di cui 2 richiedenti o beneficiari di protezione internazionale. Nello stesso anno ha inoltre registrato 9 nuovi inserimenti lavorativi, di cui 4 hanno riguardato beneficiari di protezione o richiedenti asilo per i quali è stato attivato un tirocinio formativo non curriculare per soggetti svantaggiati.

"Il riconoscimento dell’UNHCR - afferma l'amministratore della società, Alessandro Colombini - è per noi fonte di grande orgoglio ma anche di consapevolezza e responsabilità". L’azienda lancia quindi un duplice appello: "Alle aziende, in particolare del nostro territorio, chiediamo più partecipazione a progetti di questo tipo, che portano valore a tutti i soggetti che aderiscono. Alle istituzioni invece chiediamo una riflessione sulle procedure. Il tirocinio è un sistema che funziona se c'è anche il supporto delle istituzioni, a partire dalla valutazione delle competenze. I richiedenti asilo o i beneficiari di protezione che si formano con noi infatti, ricevono dei certificati informali, una sorta di lettera di referenze da poter presentare in futuro. Sarebbe giusto e utile ottenere una convalida di questo tipo di certificazione anche da parte delle istituzioni, a garanzia di un percorso riuscito".

Ad esprimere soddisfazione anche la Coldiretti Pisa. "La Biocolombini - afferma il presidente di Coldiretti Pisa Fabrizio Filippi - fa parte di una rete territoriale di agricoltura sociale da noi sostenuta e promossa. Come Coldiretti Pisa abbiamo siglato un protocollo d’intesa con lo Sprar della Valdera e con l’Unione dei Comuni della Valdera, per facilitare l’accesso, nelle aziende della nostra rete, alla formazione e all’inserimento lavorativo delle persone beneficiarie di protezione internazionale. Facciamo inoltre parte dei Tavoli per l’agricoltura sociale di Pisa e Valdera. Per noi l’accoglienza è un valore".

L'azienda Biocolombini

L’azienda agricola della famiglia Colombini è nata nei primi anni del ‘900, e nel 1998 il titolare decide di abbandonare l’uso della chimica e adottare il metodo biologico. Promuovere la gestione agroambientale sostenibile del territorio e la valorizzazione etica del consumo, del lavoro umano e della produzione agricola diventano la missione dell’azienda che, ad oggi, si estende su 40 ettari sui quali produce 56 varietà di ortaggi, venduti come prodotti freschi o lavorati. Dal 2016 la società ha cominciato a lavorare con persone richiedenti asilo, promuovendo singolarmente sia i percorsi formativi che quelli di inserimento lavorativo.

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