Riforma delle Province, effetti sull'ambiente: "Via libera a bracconaggio ed ecoreati"

Sono le preoccupazioni sollevate da WWF e Legambiente in seguito alla contrazione degli organici della Polizia Provinciale. Gli ambientalisti si appellano alla Regione e alla Provincia affinchè vengano trovare risorse

Una riforma che preoccupa, tra gli altri, anche gli ambientalisti in apprensione per i risvolti che il riordino delle Province avrà sull'ambiente, con la contrazione degli organici della Polizia Provinciale.
"Questo servizio, sembra di capire, sarà garantito fondamentalmente dagli introiti che deriveranno da un impegno del corpo per i controlli sulla viabilità provinciale e regionale, ma le altre funzioni? - si chiedono da WWF Alta Toscana Onlus e dal Circolo Valdera di Legambiente - i controlli sull'ambiente, i rifiuti, le acque, la caccia, la pesca, la difesa della fauna come verranno attuati? Prendiamo il caso della Provincia di Pisa di 20 agenti ne rimaranno 12, per gli altri, pensionamento e transito nelle Polizie Municipali dei comuni della provincia; di questi 6 si occuperanno di viabilità e autovelox e altri 6 dovrebbero svolgere tutte le altre funzioni in una provincia molto vasta come quella pisana". Questo per gli ambientalisti si traduce in "zero controlli e via libera al bracconaggio, agli ecoreati e alla cattiva gestione del territorio. Senza considerare le importanti funzioni di recupero della fauna selvatica ferita e in difficoltà e il supporto alle associazioni impegnate in questo delicato compito".

Un altro punto contestato da WWF e Legambiente consiste poi nella mancanza di coordinamento, che era fino ad ora garantito proprio dalla Polizia Provinciale per la corretta applicazione delle normative in materia di caccia, pesca, tutela ambientale e della biodiversità, per tutte le associazioni che operano con guardie volontarie.

"E’ evidente che dimezzando un corpo di vigilanza già ora esiguo per un territorio così esteso e complesso, l’amministrazione provinciale di Pisa sta attuando scelte 'originali' anche rispetto a quanto avviene nelle altre province della Toscana, che non sono ricorse a simili drastici ridimensionamenti. L’attuale dirigenza della Provincia ha evidentemente un mandato da 'tagliatori di teste' e lo sta realizzando con particolare cura - aggiungono da WWF e Legambiente - in un quadro così incerto e desolante, verrà presto meno anche la presenza del CFS (Corpo Forestale Stato) trasformato in un qualcosa di non ben definito; vogliamo rendere noto ai cittadini e all'opinione pubblica questa discutibile e pericolosa scelta di ridurre un importante presidio per i cittadini a tutela dell'ambiente e della fauna".

"Nell'attesa di successivi indirizzi - concludono gli ambientalisti - facciamo un appello alla Regione Toscana e ai dirigenti dell'amministrazione provinciale affinchè siano trovate maggiori risorse e non più tagli".

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