Riforma delle Province: a Pisa presidente e assessori restano gratis

E' la scelta della Giunta provinciale che ha deciso di evitare l'arrivo di un commissario che si troverebbe a dover gestire con probabili difficoltà l'amministrazione. "Lo facciamo per senso di responsabilità e per salvaguardare i traguardi raggiunti"

Nessun commissario. Il presidente e la Giunta restano, diciamo, al loro posto. Gratuitamente. E' la decisione presa dall'amministrazione provinciale guidata da Andrea Pieroni ed annunciata questa mattina nel corso di una conferenza stampa in cui è stato fatto il punto sulla legge n.56 del 7 aprile 2014 che prevede un nuovo assetto per gli enti provinciali, in vista di una futura soppressione per la quale è necessaria la modifica del Titolo V della Costituzione. "Dunque le Province non sono abolite ma subiscono un processo di trasformazione - chiarisce subito il presidente Pieroni - resteranno organi di secondo livello che saranno eletti in seno ai sindaci e ai consiglieri comunali. E' una riforma che secondo noi non soddisfa gli obiettivi che si era preposta, ovvero quello della semplificazione, visto che ci saranno Città metropolitane e Unioni dei Comuni, e quello del risparmio, dato che i tagli saranno minimi e sono legati solo al fatto che non ci saranno più le indennità di presidente e assessori".

Insomma una legge che, come già sottolineato in più occasioni, non piace e fa storcere, e non poco, il naso al presidente Pieroni e alla sua Giunta che però hanno deciso di restare. La legge infatti dà la possibilità al presidente della Provincia uscente, che assume anche le funzioni del Consiglio provinciale, e alla Giunta di restare in carica a titolo gratuito per l'ordinaria amministrazione e per gli atti urgenti e indifferibili fino all'insediamento del nuovo presidente e comunque non oltre il 31 dicembre 2014, termine ultimo per l'insediamento del nuovo Consiglio. Evitato così a Pisa il commissariamento. "Ci siamo confrontati e abbiamo deciso di rimanere per la responsabilità e per il rispetto che abbiamo nei confronti dei cittadini che ci hanno eletto e perchè vogliamo essere protagonisti del trasferimento delle funzioni ai Comuni e alla Regione, in modo da ridurre al minimo i disagi e salvaguardare i traguardi che abbiamo raggiunto in questi anni". Conti in ordine, un bilancio sano e provvedimenti più urgenti portati a conclusione, questi i meriti messi sul piatto dall'attuale amministrazione.

"Istintivamente avrei detto di no alla proposta di continuare - ha affermato l'assessore al lavoro Anna Romei che aveva scritto un mese fa una lettera indirizzata al premier Matteo Renzi in cui aveva manifestato senza mezzi termini tutta la sua amarezza - non mi piace come siamo stati trattati, non è giusto fare di tutta un'erba un fascio e dire che le Province non lavorano. Ho deciso di accettare solo per senso di responsabilità nei confronti dei cittadini e di molte situazioni difficili che rimangono soprattutto nel mio ambito, quello del lavoro".

Molti dei vari assessori sono già tornati alla loro precedente occupazione, altri lo faranno a breve. Il tempo a disposizione per l'ente di Piazza Vittorio Emanuele sarà quindi ridotto proprio per gli impegni lavorativi. Lo stesso presidente Andrea Pieroni è iscritto all'albo dei segretari comunali e dunque dal 12 giugno (l'attuale consiglio provinciale scade infatti l'11 visto che sono passati 5 anni dalle elezioni) tornerà disponibile a ricoprire tale ruolo.

Alle 'nuove' Province rimarranno varie funzioni come strade, scuole, ambiente, pianificazione territoriale, trasporto pubblico locale e pari opportunità, ma è grande la perplessità di Andrea Pieroni sulla capacità di riuscire a fare contemporaneamente il sindaco e il presidente di Provincia come la legge prescrive. "Non sarà semplice svolgere entrambi i ruoli e non favorire il Comune che si amministra. Da segnalare con preoccupazione infine il sistema di voto previsto per l’elezione del nuovo presidente e del Consiglio Provinciale, congeniato per mettere al margine i territori meno popolosi, e che farà mancare la funzione di equilibrio amministrativo fino ad oggi svolta dalla Provincia".

LE PROSSIME TAPPE PREVISTE

1) Entro il 30 settembre 2014 i presidenti dovranno convocare le assemblee dei sindaci per le elezioni dei Consigli provinciali.

2) Entro il 31 dicembre 2014 l'assemblea dei sindaci approva le modifiche allo statuto della Provincia preparate dal nuovo Consiglio provinciale.

3) Entro la stessa data si procede all'elezione del nuovo presidente della Provincia.

4) Il presidente e la Giunta uscenti possono restare in carica a titolo gratuito per l'ordinaria amministrazione e per gli atti urgenti e indifferibili fino all'insediamento del nuovo presidente e comunque non oltre il 31 dicembre 2014.

5) Nella stessa data, e al più tardi il 1° gennaio 2015, entrano in carica a tutti gli effetti il nuovo presidente e il nuovo Consiglio.

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