Rimossa l'edicola di Borgo Stretto: era il simbolo della lotta alla mafia

Immediato l'intervento del Presidio Libera Pisa che chiede spiegazioni sull'azione dell'amministrazione comunale. L'edicola era stata confiscata alla mafia

Il vuoto lasciato dall'edicola rimossa (foto Libera Pisa/Fb)

L'edicola di Borgo Stretto confiscata alla mafia non c'è più. E' stata rimossa. C'è amarezza nell'associazione Libera Pisa che denuncia con un post la 'sparizione' della struttura divenuta un simbolo della lotta alla malavita.

"Apriamo l’anno con una notizia pessima, assolutamente inaspettata e fuori da ogni accordo preso finora - sottolineano da Libera - l’edicola confiscata in Borgo Stretto è stata rimossa dal Comune di Pisa ieri. Dalle testimonianze raccolte ci è stato garantito che fino al 31.12 l'Edicola era al suo posto. Abbiamo lavorato con impegno per mantenere vivo il simbolo che l’impronta della criminalità organizzata ha lasciato sul nostro territorio; non più tardi dello scorso maggio le settimane di mobilitazione per l’Edicola avevano risvegliato l’interesse cittadino sul tema. Grazie alla mobilitazione di un’ampia fetta della popolazione, dalle scuole alle associazioni studentesche, e il supporto in prima persona di Don Ciotti, del sindaco di Pisa Conti, oltre che l’impegno garantito dai Rettori delle Università di Pisa e della Scuola Superiore Sant’Anna, erano stati presi accordi con l’amministrazione comunale per preservare questo simbolo, garantendo una continuità nel messaggio e nell’utilizzo a scopo sociale".
"Le nostre domande sono tante, così come è tanta l’indignazione e la rabbia per un atto che non tardiamo a definire come vile - proseguono da Libera - non solo hanno rimosso un simbolo della lotta alla criminalità organizzata, ma oltretutto hanno distrutto tutti i messaggi di speranza che i ragazzi delle scuole avevano appeso all'Edicola. Ci siamo recati personalmente in Comune, ma ci hanno detto che sono tutti in ferie. Hanno rimosso la speranza di cambiamento mentre erano in ferie..".

"La lotta alla mafia è fatta anche di simboli, l'edicola confiscata di Borgo Stretto era uno di questi simboli - interviene il consigliere regionale Pd Antonio Mazzeo - è stata rimossa dall'attuale amministrazione, insieme alle letterine di speranza di tanti bambini pisani, senza alcuna spiegazione.
Un atto assurdo, che finora non trova alcuna spiegazione. Farò un interrogazione in Consiglio Regionale sulla questione e spero che i consiglieri comunali del PD facciano lo stesso. Quell'edicola rappresenta(va) la vittoria della città sulla criminalità organizzata, rimuoverla in questo modo (in un periodo di festività) rappresenta perfettamente la loro arrogante e ottusa azione di governo".

"Hanno rimosso l'edicola all'inizio di Borgo Stretto, un simbolo dei beni confiscati alla mafia, per cui era in campo un lavoro finalizzato a garantirne la presenza - rincara la dose la consigliera regionale Alessandra Nardini (Pd) - era un impegno che, a maggio, si era assunto lo stesso sindaco Conti. L'hanno rimossa dal giorno alla notte, il Primo dell'anno. Come può accadere una cosa del genere? Perché un'azione organizzata come un'imboscata? Libera e la città pretendono spiegazioni, ammesso che ce ne siano di accettabili. È una scelta inspiegabile e assolutamente sbagliata, nei metodi e nel merito. Se non verrà fatta immediatamente chiarezza, porterò il caso in Consiglio Regionale e chiederò ai parlamentari del territorio di portarlo in Parlamento. Non si rimuovono così i simboli della legalità e dell'antimafia".

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Nella foto il vuoto lasciato dall'edicola rimossa (foto Libera Pisa/Fb)

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