Irregolarità nella vendita di biglietti a bordo dei bus: 78 i dipendenti coinvolti

Per 11 di loro è già stato deciso il licenziamento. L'indagine interna era scatta l'estate scorsa a seguito di diverse segnalazioni

Si è conclusa con 78 provvedimeti disciplinari l'indagine interna avviata circa un anno fa dalla Ctt Nord, l'azienda che gestisce il trasporto pubblico su gomma nelle province di Pisa, Massa-Carrara, Livorno e Lucca, riguardante presunte irregolarità nella vendita dei biglietti a bordo degli autobus da parte di alcuni dei suoi dipendenti. Dopo mesi di accertamenti l'inchiesta si è conclusa a giugno con i provvedimenti disciplinari che sono stati notificati ai lavoratori interessati alcuni giorni fa. 

"L'indagine - conferma il presidente della Ctt Nord, Andrea Zavanella - era scatta nell'estate scorsa a seguito di diverse segnalazioni di irregolarità che riguardavano tutte e 4 le province su cui operiamo. Nei mesi abbiamo incrociato i dati di tutti i nostri dipendenti, avvalendoci anche di strumenti informatici come quello della bigliettazione elettronica. Ne sono emerse diverse irregolarità". Secondo quanto accertato 78 dipendenti si sarebbero indebitamente procurati un vantaggio economico attraverso la vendita di biglietti, a bordo dei bus, di tratte urbane su percorsi extraurbani, vedendosi così riconosciuta, su ogni tagliando staccato, una percentuale maggiore.

Dei 78 provvedimenti, la gran parte dei quali riguarda il bacino di Pisa ("essendo l'unica provincia in cui è stata introdotta la bigliettazione elettronica - spiega Zavanella - è quella in cui abbiamo avuto maggiori strumenti per verificare le irregolarità che ci erano state segnalate"), 11 sono di licenziamento. Gli 11 dipendenti sono però ancora a lavoro in quanto le misure adottate dall'azienda sono state messe in standby dal ricorso promosso dagli stessi lavoratori al consiglio di disciplina. Un organo che è però al momento decaduto, anche se la Regione ha invitato l'azienda a ripristinarlo.

"Tutto è in mano ai nostri avvocati - afferma ancora Zavanella - è chiaro che i provvedimenti non potranno rimanere in sospeso in eterno". Per gli altri 67 lavoratori la vicenda può invece dirsi già conclusa con la restituzione delle somme incassate irregolarmente (si parlerebbe di alcune centinaia di euro) e la retorocessione di grado.  "Mi auguro - conclude Zavanella - che questa vicenda giunga presto al termine".

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