Roberta Ragusa: si cercò solo nelle prime 48 ore, poi stop alle ricerche

In un documento del Comune vengono ripercorsi i momenti immediatamente successivi alla scomparsa: solo il 14 e il 15 gennaio il territorio venne setacciato da volontari e forze dell'ordine. Intanto dai rilievi dei Ris niente è emerso

SI sarebbero svolte solo nelle prime 48 ore le ricerche di Roberta Ragusa, vale a dire fino al 15 gennaio. Poi l'avvistamento, ritenuto attendibile, nell'area di servizio di Firenze Peretola sull'autostrada, bloccò la perlustrazione a tappeto del territorio. E' questo quello che emerge in un documento inedito del Comune di San Giuliano Terme inviato alle autorità competenti e sul quale viene scritto il resoconto dei due giorni di attività, prima dello stop. Si tratta di una sorta di brogliaccio delle ricerche nel quale si legge che in quei due giorni furono impiegati decine di uomini e mezzi nella perlustrazione del territorio prima di fermarsi una volta appreso dell'avvistamento a Peretola. Da allora, era il 15 gennaio, le ricerche di Roberta Ragusa non sarebbero mai più state fatte in fatte in modo così massiccio e coordinato, anche con l'impiego di volontari, anche se gli inquirenti assicurano che quotidianamente i Carabinieri battono il territorio e non hanno mai smesso di cercarla. Non si è neppure appreso ufficialmente se sono state visionate le immagini registrate dalle telecamere di sicurezza sparse sul territorio o lungo la rete viaria e autostradale in cerca di riscontri su presunti avvistamenti.

Intorno alle 11, si legge nel documento, il comandante della Polizia Municipale riceve "sul cellulare di servizio la telefonata di Antonio Logli, marito della scomparsa, che gli comunica di non trovare la moglie e spiega che la sera prima si erano coricati e al mattino non l'aveva trovata né a letto né in casa". Logli però non sa "riferire se Roberta era uscita con il pigiama e con un giubbotto e aggiunge di avere già attivato i Carabinieri della stazione di Pontasserchio".

I Vigili Urbani di San Giuliano iniziano a cercarla con 3 pattuglie che perlustrano le strade del paese e informano i colleghi dei comuni di Pisa, Vecchiano, Calci, Cascina, Lucca e Pontedera, ai quali viene inoltrata una foto della donna. "Fu inoltrata - prosegue il brogliaccio - una segnalazione al pronto soccorso di Pisa, al quale si chiedeva se in quelle ore avesse ricoverato una donna con le caratteristiche della scomparsa in considerazione del fatto che la Ragusa non era provvista di documenti quando si era allontanata da casa e si presumeva avesse potuto avere una perdita di memoria in conseguenza di una caduta avvenuta nei giorni precedenti, e veniva informata la questura".

Intanto, a terra "circa 30 persone con 5 cani perlustravano i terreni circostanti l'abitazione fino alle prime ore della sera". Le battute riprendono il mattino dopo "con 55 volontari, 4 cani, 9 Vigili del Fuoco, 2 Carabinieri cinofili con 2 cani, 4 Carabinieri, 3 Vigili urbani". "Sotto il controllo del sindaco e dell'assessore alla Sicurezza - si legge nel documento - il territorio è stato ripartito in quadranti successivamente assegnati a ogni squadra composta da un responsabile e un numero variabile di volontari in relazione all'ampiezza dell'area assegnata: l'area interessata comprendeva una vasta zona che va dalle colline circostanti al fiume Serchio e comprende terreni delle frazioni di Metato, Sant'Andrea in Pescaiola, San Martino, Pontasserchio, Orzignano, Pappiana, Gello, San Giuliano Terme, Colignola, Asciano e Ghezzano. Comprese le rampe del Foro e l'area delle Capanne e le cave Cristiani e Crocino. E' stato inoltre chiesto alle Guardie del Parco di San Rossore di ispezionare le sponde del fiume Morto".

Alle 14 le squadre rientrano alla base senza avere trovato elementi utili, ma proprio in quelle ore era emersa una segnalazione, si legge nel documento, "che veniva ritenuta abbastanza attendibile, di un avvistamento alla stazione di servizio Firenze Peretola sulla rete autostradale: le ricerche vengono sospese e si resta a disposizione per riattivarle immediatamente in relazione allo sviluppo delle indagini o in relazione a emergenti nuovi elementi".

Sono questi i momenti immediatamente successivi alla scomparsa. Che si potesse fare di più lo pensano in tanti ed è emerso anche l'altra sera nel corso del servizio di "Chi l'Ha visto?" dedicato a Roberta. Sono stati mostrati cumuli di paglia mai ispezionati in un campo vicino l'abitazione. E poi proprio nella notte della scomparsa un automobilista di passaggio avrebbe visto un uomo uscire dal campo che costeggia la strada. Insomma un sacco di dubbi sulla effettiva adeguatezza delle ricerche, tanto che il gruppo Facebook si mobilita e vorrebbe organizzare una spedizione per battere palmo a palmo il territorio. Ma il sindaco di San Giuliano Paolo Panattoni ha sconsigliato qualsiasi iniziativa personale: sarà necessario infatti un coordinamento con le forze dell'ordine per evitare inquinamento di prove e per avere il via libera anche su eventuali terreni privati. 

Intanto, come già anticipato, i rilievi dei Ris sia nell'auto di Antonio Fusi, l'uomo che accompagnò una donna molto somigliante a Roberta alla stazione di Pontedera, sia nella villetta di Via Ulisse DIni, non hanno portato a galla elementi significativi, tali da poter imprimere una svolta all'indagine. Insomma, sembra proprio di essere tornati al punto di partenza.

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