Scomparsa Roberta Ragusa, la sensitiva: "E' nella Buca delle Fate"

Un colloquio che Rosemary Laboragine racconta di aver avuto con la donna scomparsa nel 2012. Il marito è stato condannato per omicidio e distruzione di cadavere ma il corpo di Roberta non è mai stato trovato

Una zona già battuta, anni fa, nel 2012, poco dopo la scomparsa, eppure per Maria Rosa Laboragine, in arte Rosemary, Roberta Ragusa è là, nella Buca delle Fate, sui Monti Pisani. Tanti sensitivi si sono 'accavallati' nel corso degli anni sul caso della mamma di San Giuliano Terme, scomparsa dalla sua casa di Gello in una fredda notte del gennaio 2012. Mesi di ricerche, testimoni, visioni che non hanno portato al ritrovamento del cadavere di Roberta, per la cui scomparsa la giustizia ha considerato colpevole il marito Antonio Logli, condannato in appello lo scorso maggio a 20 anni per omicidio e distruzione di cadavere.

Una storia che ha tenuto e continua a tenere con il fiato sospeso non solo i familiari di Roberta, ma anche tanti che non la conoscevano e che hanno seguito le indagini da televisioni e giornali. Tante ricerche con il territorio battuto palmo a palmo dagli inquirenti. Anche la Buca delle Fate venne ispezionata poco dopo la scomparsa, senza alcun esito, eppure per Rosemary la donna è laggiù. "Mi è apparsa stanotte, non era un sogno, ero in una sorta di dormiveglia perchè sentivo le auto fuori - ci racconta la signora Maria Rosa Laboragine - mi ha chiesto aiuto e mi ha detto che si trova nella Buca delle Fate, aggiungendo un particolare che sul subito non ho capito ma che poi ripensandoci ha un senso. Roberta mi ha detto che anch'io avevo a che fare con le fate e in effetti anni fa, intorno al 2006, il mio studio si chiamava proprio La locanda delle fate". Il colloquio con Roberta è poi continuato: "Io le ho chiesto se fosse sicura di trovarsi lì e lei mi ha risposto 'Sì, non ho più la carne però'". "Era vestita di color rosso cardinale, con uno scialle. Chiedeva aiuto".

Rosemary, che si è occupata di numerosi casi, da Elena Ceste a Noemi Durini, fino a Yara Gambirasio per citarne alcuni, era andata a Gello di San Giuliano Terme poco dopo la scomparsa della Ragusa. "Avevo sentito che Roberta era morta e avevo fatto un sopralluogo nei luoghi da lei frequentati nella quotidianità, rimanendo anche alcune ore davanti alla sua casa - ricorda - non avevo avuto però sensazioni particolari su dove potesse essere, fino alla visione della notte scorsa".

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