Roberta Ragusa: c'è un altro iscritto nel registro degli indagati

Si tratta dell'uomo che ha dato un passaggio ad una signora somigliante alla donna scomparsa. "Non l'ho riconosciuta, sono state le dipendenti dell'autogrill dove l'ho incontrata ad avvertire i Carabinieri" dice

C'è un'altra persona, oltre al marito Antonio Logli, iscritta nel registro degli indagati per la scomparsa di Roberta Ragusa. Si tratta di Antonio Fusi, 62 anni, residente a Pontedera, che la notte della scomparsa ha dato un passaggio ad una donna molto somigliante alla mamma di San Giuliano. L'uomo ha incontrato la signora all'autogrill dell'uscita Pontedera Sud della superstrada Firenze-Pisa-Livorno. Il coinvolgimento dell'uomo nella vicenda è stato riferito stamani dal quotidiano Il Tirreno.

"Se tornassi indietro mi comporterei diversamente. Ho fatto un favore ad una persona e mi sono trovato nei guai - ha affermato Fusi - non ho ricevuto avvisi di garanzia, ma comunque mi sono trovato in mezzo ad una brutta storia. I Carabinieri hanno fatto il tampone sulla mia Fiat Panda, sia sul sedile del passeggero che sul poggiatesta, per vedere se vi sono tracce di dna di questa signora che potrebbe essere Roberta Ragusa. Io comunque non l'ho riconosciuta, sono state le dipendenti dell'autogrill di Pontedera, dove lei mi ha chiesto un passaggio per la stazione, a riconoscerla e ad informare i Carabinieri, che poi mi sono piombati a casa nel cuore della notte qualche giorno dopo. So solo che questa signora indossava uno shearling marrone, pantaloni e stivali neri: poi alla stazione di Pontedera l'ho vista salire su un'altra auto, una Lancia Ypsilon".

Spunta così una terza auto nel caso Ragusa. Oltre alla Fiat Panda dello stesso Fusi, analizzata dai Ris di Roma, e il Suv scuro sulla quale una donna somigliante a Roberta era stata vista salire nella notte della scomparsa da due commesse della paninoteca di Via Contessa Matilde, si aggiunge appunto anche la Lancia Ypsilon sulla quale la donna alla quale Fusi aveva offerto il passaggio è stata vista salire. "Non so chi era alla guida della Lancia Y - sottolinea Fusi - ma l'ho vista salire su quell'auto". Poi, l'uomo, pensionato, che dice di non aver ricevuto alcun avviso di garanzia aggiunge: "Prima mi hanno detto che non ero indagato, poi invece ora sembra di sì. E' una cosa misteriosa. Ho saputo solo che hanno fatto i tamponi al sedile del passeggero, al poggiatesta e alla portiera". Il pensionato ammette anche di essere difeso da un avvocato del quale non ha però voluto rivelare il nome. Al momento l'uomo, a quanto si apprende, sarebbe stato indagato solo per consentire l'accesso dei Ris alla sua vettura, all'interno della quale però è stato ritrovato anche un coltello. "Non mi ricordavo neppure di averlo - conclude Fusi - ma è un coltellino con una lama piccola, appena 13 centimetri. Meno male che non hanno trovato un mitra...". (fonte Ansa)

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