Rocca di Ripafratta: chiesto il passaggio di proprietà al Comune

Il sindaco di San Giuliano Terme ha chiesto formalmente ai proprietari di donare il bene storico al comune. L'associazione Salviamo La Rocca alla famiglia proprietaria: "Fate questo gesto di grande valore morale e storico"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Il sindaco di San Giuliano Terme Sergio Di Maio ha chiesto formalmente alla famiglia Camici Roncioni, attuale proprietaria della Rocca di San Paolino in Ripafratta, di donare il bene storico al Comune per poter avviare un percorso di ricerca finanziamenti e messa in sicurezza. L'annuncio direttamente dal sindaco durante la Festa della Rocca a Ripafratta, sabato 10 giugno, a cui erano presenti anche l'onorevole Maria Chiara Carrozza, il presidente del consiglio regionale Eugenio Giani e il consigliere regionale pisano Andrea Pieroni.

Adesso, facendo seguito all'atto del comune, l'associazione Salviamo La Rocca, che segue da anni le vicende del celebre monumento, chiede alla famiglia Camici Roncioni, attuale proprietaria del bene, di accogliere la richiesta del sindaco e donare al comune il castello. Confortata, in questo, dalle numerose adesioni che stanno arrivando in queste settimane alla petizione lanciata su internet e in cartaceo per chiedere che la Rocca diventi proprietà pubblica.

"A nome dell'associazione, di tutti i suoi soci e degli oltre 2.500 attuali firmatari della petizione che stiamo portando avanti, chiediamo a voi e al vostro amministratore, il dott. Luigi Marchetti, di accettare la richiesta del Sindaco e di donare il bene storico alla sua comunità".
La Rocca è da decenni in stato di abbandono, uno stato che ha compromesso anche gli scavi archeologici iniziati negli anni '80 e che potrebbe aver messo a repentaglio la stessa struttura, che presenta numero crepe. "L'unica speranza per salvare la Rocca di San Paolino rimane quella di seguire l'esempio di numerose altre realtà simili della nostra regione - dicono da Salviamo La Rocca - che sono riuscite a godere di un percorso progettuale e finanziario di livello regionale, nazionale, europeo. Ma queste realtà erano beni di proprietà pubblica." La messa in sicurezza è la priorità per l'associazione: "La nostra richiesta è dunque quella di compiere un gesto di altissimo valore morale ed etico, che renda ulteriormente onore alla storia della famiglia e al suo legame con questo territorio. Un gesto che permetterà di avviare, sotto l'egida pubblica, un percorso di messa in sicurezza rapido, perché di questo stiamo parlando, a tutela sì dell'integrità del bene storico, ma anche dei cittadini".

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