Cura "open source" contro il cancro: già 50 mila suggerimenti medici

Salvatore Iaconesi, dopo aver scoperto di avere un tumore al cervello, ha messo online la sua cartella clinica per cercare una cura "non solo medica"

Salvatore Iaconesi

Salvatore Iaconesi: cura cancro 'online'
Ieri Salvatore Iaconesi, un ingegnere, artista, hacker e interaction designer, ha raccontato la sua storia all'Internet Festival: Salvatore Iaconesi: cura cancro 'online'
a fine agosto ha scoperto di avere un tumore al cervello. Per non arrendersi, aveva deciso di mettere online la propria cartella clinica per conviderla con tutti e trovare così una possibile cura. Una cura non solo medica ma psicologica, sentimentale e artistica.

Sono stati 50 mila i suggerimenti terapeutici arrivati dopo aver messo la cartella clinica on line, di cui il 30 per cento di medici e specializzati nel settore". Lo ha detto ieri mattina Salvatore Iaconesi, che è stato tra i primi protagonisti del Festival, sua la  mostra-installazione 'Emergenze' e il progetto 'La cura', che sabato prossimo sarà presentato a Pisa nel corso di un incontro alle 16.30 alla scuola Normale.

"Tutto questo  - ha aggiunto - è servito per mettere anche in connessione dottori cinesi, europei e americani che stanno discutendo del mio caso. Chi volesse - ha detto provocatoriamente - ora può vedere perfino il mio tumore al cervello in 3D su Second Life".

L'azione di Iaconesi ha suscitato reazioni anche nel mondo politico tanto che alcuni parlamentari del Pd hanno già presentato un'interrogazione al ministero della Salute nella quale si sottolinea che la digitalizzazione delle informazioni sanitarie è uno strumento utilissimo perché annulla le distanze e i tempi, consentendo alle persone malate di raggiungere potenzialmente chiunque, ovunque.

"Iaconesi - ha concluso il direttore dell'Internet Festival, Edoardo Fleishner - mi sembra un formidabile fabbricante naturale di forme di futuro. Viene a Pisa a dimostraci come le città descritte quotidianamente dall'informazione verticale, quella dei tenutari dei dati amministrativi o di cronaca, sono città totalmente mancanti di democrazia informativa, sono medioevo informativo, sono pochi dati in mano a pochissimi, da elargire al popolo. La sua città invece viene aperta all'informazione collettiva, reticolarmente partecipata, dunque democratica"



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