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Sciopero trasporti: martedì 8 maggio si fermano gli autobus

Cgil, Cisl, Uil e Cisal hanno proclamato la giornata di sciopero per protestare contro i tagli ai servizi minacciati dalla Cpt, a seguito di un'altra riduzione dei finanziamenti regionali pari al 2,5%

Trasporti ancora in agitazione martedì 8 maggio. In provincia di Pisa infatti il trasporto pubblico locale si fermerà per quattro ore dalle 10 alle 14. L'astensione dal lavoro non riguarderà i territori dei comuni di Bientina e Crespina che sono interessati dal voto amministrativo.

Ad incrociare le braccia saranno gli addetti al movimento, gli addetti alla biglietteria di Pontedera, gli addetti ai depositi aziendali, gli addetti al rifornimento, gli addetti alle officine e gli addetti agli uffici.

Lo sciopero è stato proclamato dai sindacati di categoria di Cgil, Cisl, Uil e Cisal per opporsi agli ulteriori tagli ai servizi minacciati dalla Cpt, a seguito di un'altra riduzione dei finanziamenti regionali pari al 2,5%. "Ci verranno a mancare 370 mila euro - spiega Antonio Mazza della Filt Cgil - che equivalgono a 160 mila chilometri e ciò danneggerà le condizioni di lavoro del personale e i servizi offerti ai cittadini, in particolare i pendolari perché i tagli riguardano soprattutto le corse extraurbane". 

I sindacati hanno anche chiesto che la Compagnia Pisana Trasporti reinvesta almeno parte del milione di utile conseguito nell'ultimo bilancio per coprire i costi dei servizi alla luce dei tagli regionali. "Ma - conclude Mazza - i soci privati di Cpt, Lazzi e Cap, che detengono il 30% delle azioni non vogliono ed esercitano il loro potere di veto. Gli enti locali dovrebbero aprire gli occhi e capire che questa gestione penalizza lavoratori e cittadini".

Fabrizio Genovesi della Faisa Cisal aggiunge che "é da rivedere anche il bando di gara per la gara unica regionale: anziché destinare al tpl 160 milioni di euro più 30 per l'acquisto di nuovi mezzi, meglio sarebbe prevedere una copertura di 190 milioni interamente destinata al sostegno dei servizi, lasciando ai privati l'onere di ammodernare il parco mezzi".
 

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