Sciopero per il clima: Università e Normale sostengono la mobilitazione

La scuola di eccellenza pisana prima e l'Università di Pisa poi si sono schierate al fianco dei 'Fridays for Future'

Una immagine del passato sciopero per il clima

Riconoscimenti importanti al lavoro degli attivisti di Fridays for Future arrivano dal mondo accademico pisano. L’Università di Pisa e la Scuola Normale Superiore accolgono la richiesta di sostenere la mobilitazione globale contro il cambiamento climatico in programma per venerdì, con partenza alle 9 in Piazza Vittorio Emanuele.

"Una presa di posizione che ci fa molto piacere - commenta Livia Tolve, 26 anni, studentessa di Conservazione ed Evoluzione a Biologia - è stato per noi estremamente naturale chiedere l’appoggio da quei luoghi del sapere che per primi sono coinvolti nella formazione della conoscenza, ovvero scuole e università. Molti di noi infatti sono studenti proprio dell’Università di Pisa, e anche durante le nostre lezioni abbiamo ascoltato voci autorevoli di scienziati che, da anni, mettono in guardia contro i rischi legati al cambiamento climatico. Il nostro movimento nasce perché la loro voce sia, finalmente, ascoltata, e la politica agisca di conseguenza".

Il Rettore Paolo Mancarella ha accolto la richiesta di sostegno inviando a tutta l’Università, docenti, personale e studenti, un messaggio di supporto alla seconda giornata di mobilitazione globale per il clima e per la crisi ambientale. "Il nostro Ateneo - scrive Mancarella-  vuole essere soggetto attivo e responsabile nelle complesse dinamiche di sviluppo della società, assumendo un ruolo sempre più centrale e propositivo nell’ambito dello sviluppo sostenibile. Nello Statuto e, di recente, nel Piano Strategico e negli altri documenti di programmazione, la nostra Università ha fatto propria e rilanciato la cultura della sostenibilità, valorizzando un percorso che è partito dall’adesione alla Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile e che si intende ora proseguire con investimenti e iniziative concrete, per contribuire al progresso culturale, civile ed economico, senza pregiudicare le generazioni future".

La prima mobilitazione generale, lo scorso 15 marzo 2019, aveva visto scendere in piazza 350mila persone in tutta Italia, di cui 50mila solo in Toscana, per chiedere azioni concrete per contrastare il cambiamento climatico. "Con la giornata di sciopero per il clima di venerdì - prosegue Bruno Fracasso, 20 anni, studente di Biologia - chiederemo al nostro governo di dichiarare l’emergenza climatica, come già è stato fatto dal governo britannico e irlandese. E anche al Comune di Pisa chiederemo di seguire l’esempio di Milano e Acri, nonché quello di decine di municipi e governi locali in tutto il mondo, che hanno dichiarato lo stato di emergenza. Ma non ci fermeremo fino a che alle dichiarazioni non seguiranno azioni concrete. Il sostegno delle istituzioni universitarie, con la loro tradizione di pensiero critico e libero è estremamente importante per noi".

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