Scuola Superiore Normale Meridionale, il sindaco: "La maggioranza di governo ci ripensi"

Il primo cittadino di Pisa si dichiara stupito per la decisione di istituire una nuova sede per la scuola d'eccellenza: "Non è smembrando che si favorisce la ricerca"

Stupito e contrario il sindaco di Pisa Michele Conti alla nascita di un distaccamento meridionale della Scuola Normale Superiore di Pisa. Il primo cittadino chiede un dietrofront al governo.

“Ho appreso con stupore che la commissione Bilancio della Camera dei Deputati ha approvato nottetempo un emendamento che di fatto snatura la Scuola Normale Superiore: la maggioranza di governo ci ripensi, si ravveda e faccia marcia indietro sull’istituzione di un inutile distaccamento meridionale che addirittura dovrebbe, dopo un triennio di sperimentazione, diventare autonoma, mettendosi di fatto in concorrenza con la stessa sede storica pisana - afferma Conti - non è smembrando una delle eccellenze del mondo universitario di questo Paese che si favorisce la ricerca o la divulgazione delle conoscenze".

"La Scuola Normale è nata a Pisa 208 anni fa e qui deve rimanere per continuare a dialogare con il mondo come ha sempre fatto - prosegue il sindaco - credevo finito il tempo in cui ogni città, ogni provincia dovesse avere la propria università, o un pezzo di un istituto di eccellenza; questa logica ha contribuito ad un impoverimento della qualità della ricerca, delle conoscenze e delle risorse umane che concorrono a mantenere un’elevata qualità della produzione scientifica".

"Chiedo a tutte le forze politiche ed in particolare alla maggioranza di governo di rivedere questa decisione, stralciando l’emendamento in sede di esame della Legge di Bilancio al Senato - conclude - mi auguro che tutte le forze politiche rappresentate anche in questa città si adoperino in questo senso, e che le risorse previste con stanziamenti fino al 2025 siano destinate a Pisa per il potenziamento delle attività della Scuola Normale”.

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Commenti (8)

  • Dice Wikipedia che Vincenzo Barone, direttore della Normale, ha studiato e insegnato alla Federico II di Napoli. Evidentemente è rimasto in buoni rapporti con quella città.

  • stupido, non stupito...

  • Chissà se qualcuno ha spiegato a questo cervellone il concetto di espandersi. Comunque si occupi degli ambulanti di piazza dei miracoli. È quello il suo terreno. Cmq se voleva farsi gratuitamente un mucchio di avversari, ci è riuscito.

    • Mah, sarà bene invece che non si occupi di piazza dei miracoli. Mi sembra un argomento fin troppo complesso...

  • La ragione è un'altra. La Normale è *zeppa* di meridionali che, preparatissimi, sgominano facilmente i concorrenti durante l'esame di ammissione. Creandosi una succursale al sud, la sede pisana rischierebbe di rimanere priva di talenti. Il sindaco leghista ha poco di cui lamentarsi: non è la Lega che vuole fermare il flusso dei meridionali da sud a nord, con tanto di esami in dialetto locale? Eccolo accontentato, i geni di Napoli ora potranno dare lustro alla loro città e non a quelle a trazione leghista. Un'ottima mossa dei 5 stelle, davvero ben fatto!

    • Mi sembra un analisi un po’ impietosa, alla fine a Pisa è la prima volta che c’è la lega. Si spera che sia solo una parentesi. La nuova normale potevano farla a Palermo o anche da altre parti del sud che non hanno mai beneficiato di una tale concessione, il mezzogiorno non è solo Napoli. Potevano farla a Salerno per esempio. E comunque ho letto di giornalisti che chiedevano rassicurazioni sul non essere colonizzati da Pisa, questo per dire che il provincialismo regna diffusamene in tutta Italia. Speriamo invece che sia occasione di crescita generale per l’Italia e non solo un mero spostamento di utenza, sarebbe uno spreco secondo me.

      • Staremo a vedere se da Napoli arriverà qualcosa come scambio culturale, sarebbe auspicabile. Ma dubito. Già la Normale ha aperto una sede a Firenze perdendo la dicitura "S.N. di Pisa" (peccato, era un'ottima occasione di visibilità). Ma soprattutto, dal capoluogo non sono certo arrivati corsi di laurea. Mi sembra un po' una città che va via a fette: dalla Cultura, all'economia -la sede della Banca d'Italia, la perdita di controllo sulla CdR-, ai servizi (motorizzazione, aeroporto, Camera di Commercio). In nome dell'"apertura", quegli altri ricevono e ringraziano.

        • È vero, Pisa va via a fette. Ed è anche a buon mercato a quanto pare

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