Servizi residenziali e disabili: "Gratuiti per il 96% degli aventi diritto"

La presidente e il direttore della SdS Pisana rispondono alle accuse del consigliere comunale 5 Stelle, Gianfranco Mannini, e lo invitano a cessare lo sciopero della fame

La presidente e il direttode della SdS Pisana

"Nel 2017 su totale di 1680 persone con disabilità accolte nelle nostre strutture solo 64 hanno compartecipato alle spese per i servizi residenziali. Il 3,8 % del totale. Gli altri 1616 non hanno pagato alcunchè. Il dato è abbastanza chiaro". La presidente e il direttore della Sds di Pisa, Sandra Capuzzi e Alessandro Campani, rispondono così alle accuse del consigliere comunale 5 Stelle Gianfranco Mannini che, proprio per denunciare presunte irregolarità da parte della società nel calcolo dell'Isee, il principale strumento per accedere alle prestazioni agevolate, circa una settimana fa aveva iniziato uno sciopero della fame a oltranza. Secondo il consigliere pentastellato molti disabili ed anziani sarebbero stati "costretti a pagare i servizi anche se ne avrebbero avuto diritto gratuitamente" a causa del nuovo regolamento introdotto dalla Sds di Pisa.

"Il nuovo regolamento che come Società della Salute abbiamo applicato - spiega Campani - si muove all'interno delle modifiche normative introdotte a livello nazionale nel 2016 ed entrate a regime l'anno successivo. Non solo. Grazie ad alcuni interventi di adeguamento, che la norma consentiva di fare ai soggetti gestori, abbiamo, in media, ridotto ulteriormente la quota di compartecipazione pagata dai pochi che non usufruiscono gratuitamente del servizio". Insomma secondo la presidente e il direttore della Sds di Pisa le accuse di Mannini sarebbero infondate. "I numeri dicono - afferma Capuzzi - che a Pisa oltre il 96% dei disabili che frequentano i servizi residenziali non pagano alcunché. Chi compartecipa alle spese lo fa perchè ha una situazione patrimoniale, magari modificata anche nel corso del tempo, che gli permette di farlo. Se Mannini vuole servizi gratis per tutti allora bisognerebbe eliminare il criterio della progressività, per me alla base dell'equità sociale".

Il direttore Campani elenca quindi alcuni numeri. "Ogni anno - dice Campani -  chi vuole accedere alle prestazioni agevolate deve ripresentare l'Isee. Dei 64 nuclei familiari interessati dalla compartecipazione quelli che ad oggi hanno presentato una dichiarazione Isee aggiornata sono stati 31: di essi 22 hanno registrato una diminuzione media del 25,2% corrispondenti a nove euro al giorno, benché il loro Isee non abbia evidenziato variazioni particolarmente significative, mentre 9 hanno visto incrementare l’importo della tariffa, ma non certo a causa del nuovo regolamento, bensì perché è aumentata la situazione patrimoniale e reddituale della famiglia. Trentatre, invece, coloro che, pur essendo stati avvertiti, non hanno presentato l’Isee e che, quindi, rinunciano ai benefici della compartecipazione". 

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"I numeri - conclude Capuzzi - dimostrano che nella zona pisana nella Zona Pisana non vi è nessun atteggiamento vessatorio nei confronti dei disabili: è vero che la riforma dell’Isee decisa a livello nazionale è criticabile sotto molti profili, ma noi possiamo solo applicare la legge. Inviato Mannini a cessare lo sciopero della fame, magari anche solo per privilegiarne una meno pericolosa per la sua salute. Abbiamo avuto modo di confrontarci in in ben 12 commissioni consiliari. Ma se Mannini è disponibile, saremmo ben felici di incontrarlo nel corso di un’assemblea dei soci della SdS durante la quale a provare nuovamente a spiegargli ciò che stiamo concretamente facendo e a ribadirgli i principi che hanno informato le nostre scelte".

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