Emergenza abitativa a Pisa: "Con il nuovo regolamento più ostacoli burocratici"

E' quanto affermano diverse associazioni, collettivi e partiti politici cittadini. Mercoledì manifestazione in piazza XX Settembre

Una passata manifestazione contro gli sfratti in città

"Il nuovo regolamento comunale sull'emergenza abitativa è finalizzato a diminuire i destinatari dei benefici previsti aumentando gli ostacoli burocratici per poter accedere alla presentazione delle domande. L’unico obiettivo che persegue è quello dello spingere i penultimi a schierarsi contro gli ultimi, gli autoctoni contro lo straniero, il più forte contro il più debole, metodo al quale intendiamo opporci fermamente perché crediamo che il diritto ad una casa dignitosa sia un diritto universale". 

E' quanto scrivono diversi collettivi, associazioni e partiti politici cittadini per lanciare la manifestazione che si svolgerà domani, mercoledì 10 ottobre alle 17.30, in piazza XX Settembre, in occasione della giornata nazionale contro gli sfratti. "Il dramma degli sfratti - affermano Unione Inquilini sede di Pisa, Progetto Rebeldia, Sinistra per... Exploit Pisa, La collettiva, Assemblea Aula R, Pinkriot Arcigay Pisa, Diritti in Comune, Potere al Popolo Pisa e Sindacato Generale di Base - del caro affitti, di chi è in cerca di una stabile abitazione compatibile coi redditi familiari costituisce per Pisa una ferita aperta da troppo tempo, senza che da parte delle Istituzioni ci siano state risposte adeguate per affrontare il problema in maniera strutturale".

Secondo i manifestanti è quindi necessario adottare politiche abitative di lungo periodo e stanziare risorse per sostenerle. "Pisa è una città in cui l’emergenza abitativa è in crescita, sia per quanto riguarda i dati sugli sfratti (è infatti l’unica città in Italia che vede in aumento i procedimenti) che per quel che riguarda l’aumento delle domande di contributo affitto, la richiesta di maggiore manutenzione negli alloggi Erp, la necessità di riqualificazione e assegnazione degli alloggi di risulta, il bisogno di un serio intervento nel contrasto agli affitti in nero e alla speculazione del mercato sugli affitti rivolti agli studenti. Una situazione che non trova risposte soddisfacenti".

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"Altro problema - continua la nota - è quello di continuare a gestire la questione abitativa in una logica emergenziale, senza volerla affrontare in modo strutturale, cioè stanziando risorse e riutilizzando l’immenso patrimonio abitativo, pubblico e privato, vuoto da decenni, offrendo la possibilità ai ceti sociali indigenti di ottenere un alloggio a canone sociale, o comunque compatibile con i redditi posseduti". 

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