A 86 anni rischia di rimanere in mezzo alla strada: "E i servizi sociali dove sono?"

La denuncia dell'avvocato Claudio Lazzeri dell'Unione Inquilini che lunedì mattina è riuscito a far rimandare uno sfratto: "Il Comune metta a disposizione gli alloggi sfitti"

La Polizia in casa della signora
Sfratto rimandato questa mattina, 12 novembre, per un'anziana donna. E' Claudio Lazzeri, dell'Unione Inquilini di Pisa, che ripercorre la vicenda della signora Maria Graziella che dovrà però nuovamente fare i conti con l'ufficiale giudiziario tra un mese.
"La signora ha 86 anni e vive da 60 in un appartamento di via Santa Marta. Fino a 15 giorni fa viveva con la sorella invalida che è deceduta.
Ha una pensione sociale e non ha possibilità di prendere in locazione un appartamento privato. Ha due figli. Uno (anch'esso invalido) che vive a Pisa e l'altra in Umbria. Entrambi hanno situazioni familiari molto complicate che non gli permettono di prendere con se' la signora" racconta Lazzeri che racconta come si sono svolte le cose stamattina, denunciando al contempo la mancanza di assistenti sociali.
"Stamani allo sfratto erano presenti, oltre a me, l'avvocato del proprietario, l'ufficiale giudiziario e due agenti della Polizia. Nessuno per i servizi sociali - afferma Lazzeri - sono riuscito a far rinviare un'ultima volta l'esecuzione dello sfratto al 12 dicembre 2018, facendo presente che la signora non poteva essere sfrattata a seguito della sua età e del suo stato di salute. Ma tra un mese sarà difficile rimandarlo nuovamente".
"Ormai è noto per gli operatori del settore che il personale dei servizi sociali non partecipa più alle esecuzioni, nemmeno in presenza di minori, invalidi o anziani - denuncia l'esponente dell'Unione Inquilini - nonostante ci siano bambini o persone anziane la prassi seguita da qualche anno dai servizi sociali è quella di trovare una soluzione temporanea quando le famiglie sono con le valige in via Saragat (sede della Società della Salute, ndr). Questo comporta che ad assistere le emergenze come quelle di stamani ci si debba trovare il sottoscritto che, seppur lo faccia con competenza e passione, non ha un titolo di studio che gli consenta di comprendere lo stato psicologico delle persone sotto sfratto. E lo sfratto è un trauma. Per tutti, figuriamoci per i bambini o gli anziani che devono lasciare casa con le valige e recarsi in una sala d'aspetto in attesa del primo b&b disponibile".
Lazzeri punta il dito contro la gestione dell'emergenza abitativa in città con "oltre 250 alloggi di proprietà comunale sfitti" e i cittadini pisani che invece "pagano i b&b per l'emergenza abitativa che potrebbe essere risolta con assegnazioni, anche temporanee, in alloggi comunali".
Lazzeri chiede alla nuova amministrazione comunale un segnale di rottura con la precedente. "I servizi sociali devono tornare ad essere gli attori protagonisti delle esecuzioni degli sfratti, soprattutto in presenza di soggetti deboli - dice - una quota delle case popolari deve essere adibita ad alloggi d'emergenza per gli sfrattati, ponendo fine al vergognoso sperpero di denaro pubblico necessario al pagamento dei b&b, infine l'assessorato alla Casa deve organizzare tavoli di concertazione tra gli inquilini e i proprietari al fine di trovare insieme delle soluzioni risolutive alla problematica. Solo in questo modo l'inquilino, che vive la drammaticità di uno sfratto, avrà la possibilità di riappropriarsi di una vita dignitosa ed il proprietario, che per propri motivi chiede la restituzione dell'alloggio, recuperare l'abitazione che pretende anche da diversi anni".

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