Sgombero campo nomadi della Bigattiera, le forze di sinistra: "Decisione disumana"

Dopo la firma dell'ordinanza da parte del sindaco Filippeschi, Sel, Ucic-Prc, Pisa Possibile chiedono l'avvio di un tavolo di concertazione per creare un progetto per il superamento del campo. ReteDem: "Alloggi sicuri e integrazione"

La notizia dell'ordinanza di sgombero del campo della Bigattiera firmata dal sindaco Marco Filippeschi accende subito il fuoco delle polemiche. Ferma condanna alla decisione dell'amministrazione comunale arriva dai consiglieri comunali Francesco Auletta e Marco Ricci (Una città in comune-Prc), Simonetta Ghezzani (Sel), Stefano Landucci (Pisa Possibile), per i quali "il sindaco di Pisa e la sua Giunta utilizzano un verbale della Usl per forzare la mano e firmare un’ordinanza che significherà per decine di persone e di bambini, che grazie all’impegno volontario di insegnanti frequentano la scuola anche in assenza del servizio scuolabus, la fine violenta di un faticoso percorso di inclusione. Vanno persi anni di lavoro, risorse impiegate e in ultimo la vita quotidiana di famiglie che vengono sbattute sulla strada senza nessuna soluzione abitativa".

"Tutto questo è disumano - evidenziano senza mezzi termini - in Consiglio giacciono in attesa di discussione due mozioni, presentate nel dicembre 2014 e nel gennaio 2015, che chiedono la costituzione di in un tavolo di concertazione per il superamento di un campo che tutti vogliono chiudere, nel rispetto tuttavia della vita delle persone che lo abitano. Abbiamo più volte chiesto al Comune di Pisa  di elaborare un progetto per ricevere dalla regione quei finanziamenti che consentano sia di ripristinare nell’immediato le condizioni di vivibilità del campo, sia di costruire percorsi per dare alle persone soluzioni abitative diverse".

"Gli sgomberi forzati - affermano i consiglieri comunali - sono condannati dalla Commissione per i Diritti Umani delle Nazioni Unite (risoluzione n.1993/77), la Commissione Europea ha richiamato gli stati membri a promuovere politiche di inclusione nei confronti delle popolazioni rom e sinti (Comunicazione n.173/2011). La Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Governo italiano, hanno elaborato una strategia di inclusione dei rom sinti e caminanti che 'superi la pratica degli sgomberi forzati per avviare una nuova fase improntata alla concertazione territoriale …nel rispetto dei diritti fondamentali e della dignità delle persone coinvolte'".

"Chiediamo - dichiarano ancora - il ritiro immediato dell’ordinanza e l’applicazione della mozione votata il 1 agosto 2013 per il ripristino di acqua luce e scuolabus al campo della Bigattiera e l’avvio di un tavolo di concertazione finalizzato alla stesura di un progetto da presentare alla regione per il superamento del campo".

Per bloccare lo sgombero Auletta, Ricci, Ghezzani e Landucci hanno chiesto al coordinatore nazionale di SEL Nicola Fratoianni di intervenire: rivolgerà al Ministero degli Interni una interrogazione urgente; mobilitati inoltre gli europarlamentari dell’Altra Europa con Tsipras, allertati Tommaso Fattori di Sì Toscana a Sinistra e i parlamentari di Possibile. "Sono mobilitate tutte le nostre forze e coscienze - concludono - tutti saranno chiamati a rispondere di quanto sta per accadere, nessuno si potrà sentire assolto. Il momento di impedire un atto di palese violazione dei diritti umani è ora. Bisogna scegliere da che parte stare".

Sulla questione interviene anche la ReteDem di Pisa per la quale è necessario "costruire società. Non costruire muri ed esclusione. Rispondere 'con più democrazia e più umanità' proprio nei confronti degli 'ultimissimi', i rom, coloro per cui la ricerca di soluzioni socialmente sostenibili si scontra con la fatica che sappiamo fanno le istituzioni locali e la società civile a trovare delle vie contando quasi esclusivamente sulle proprie forze. Crediamo però che gli sgomberi muscolari non risolvano alcun problema. Sicuramente non quello dei bambini che vanno a scuola, per poi tornare nelle loro baracche dove il loro orizzonte si perde nel nulla del degrado".

"Crediamo quindi - proseguono da ReteDem - che l’unica soluzione al problema risieda nell’eliminare i campi rom fornendo alloggi sicuri, promuovendo il microcredito e la realizzazione di una campagna di vaccinazione per le famiglie rom, nel definire politiche incentrate sulla progressiva eliminazione della povertà e dell’esclusione sociale tra le comunità rom emarginate, nell’elaborare dei piani d'azione locali che rispecchino le necessità delle singole comunità”.

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