Nomadi da Cascina a Ponsacco: "Prima di sgomberare pensare alla ricollocazione"

Il sindaco ponsacchino Francesca Brogi contro la collega leghista Susanna Ceccardi. Attacco dal Partito Democratico alle politiche della Lega

Il sindaco di Cascina Ceccardi sulla ruspa durante lo sgombero del campo nomadi

Il sindaco di Ponsacco Francesca Brogi ha indetto una conferenza stampa per dire "no alle politiche di ghettizzazione", accompagnata dalle parlamentari Pd Susanna Cenni e Lucia Ciampi e dai consiglieri regionali Pd Alessandra Nardini e Andrea Pieroni ("assenti giustificati il parlamentare Stefano Ceccanti e il consigliere regionale Antonio Mazzeo"), dopo la decisione della sindaca leghista di Cascina Susanna Ceccardi di abbattere il campo nomadi di Navacchio con una ruspa.

"Le politiche leghiste della ruspa sono solo una scaricabarile da una comune a un altro - afferma Brogi - non risolvono i problemi ma li spostano soltanto più in là". Brogi è poi tornata a sottolineare di essere stata avvertita del possibile trasferimento a Ponsacco di alcune famiglie del campo di Navacchio soltanto da una telefonata informale del Comando dei carabinieri e ha giudicato "grave che tutto ciò avvenga senza il minimo coinvolgimento delle istituzioni locali". Già nel 2016 la sindaca di Ponsacco aveva scritto alla Prefettura per sollevare il problema del trasferimento delle famiglie provenienti allora dal campo di Oratoio di Pisa sempre nello stesso stabile di oggi in via Rospicciano, segnalando il rischio di creare un ghetto sul territorio, fonte di possibili tensioni sociali.

Oggi la sindaca si rivolge di nuovo al prefetto di Pisa appena nominato dal ministro Matteo Salvini, affinché metta mano a questa "operazione scellerata" e chiede che venga istituita una cabina di regia che coinvolga i sindaci e tutte le istituzioni. ''Prima di sgomberare un campo rom bisogna pensare alla ricollocazione e al futuro di queste persone, perché altrimenti il rischio è soltanto quello di spostare un ghetto da un territorio a un altro, per giunta con l'utilizzo di soldi pubblici, che verrebbero investiti in una soluzione irresponsabile e non risolutiva''.

Le parlamentari Lucia Ciampi e Susanna Cenni hanno confermato il loro sostegno alla sindaca, affermando che questi problemi non possono essere gestiti da un Comune solo e che è necessario un coordinamento: ''Politicamente non si può pensare che alcune forze affrontino problemi in maniera unilaterale. Dovrebbero farsi più carico dei problemi veri''. Inoltre Cenni e Ciampi hanno annunciato che presenteranno una interrogazione parlamentare sulla gestione dell'immobile di proprietà privata della Futura Immobiliare. Società oggi fallita e che deve al Comune di Ponsacco oltre 400mila euro per Ici e Imu non pagati, mentre gli appartamenti continuano ad essere gestiti da un'altra società di nome Sfh.

Pieno sostegno arriva anche dal parlamentare Stefano Ceccanti e dal consigliere Antonio Mazzeo, che dichiara: ''Chi esercita seriamente il
ruolo di amministratore non può pensare che la soluzione a un problema sia semplicemente spostarlo oltre il suo confine comunale. Che a farlo
sia poi una sindaca che è anche stretta collaboratrice del ministro dell'Interno fa capire bene quale sia l'obiettivo politico della Lega: fingere di garantire l'ordine pubblico sul proprio territorio ma, al contempo, alimentare altrove le tensioni sociali. Su questi temi, però, non vige l'anarchia istituzionale ma tutti i territori devono assumersi le proprie responsabilità in raccordo con il prefetto. Nessuno, magari confidando sul proprio ruolo nazionale pro tempore, può pensare di poter agire in autonomia e ritenersi esentato dal rispetto istituzionale che si deve a tutti i sindaci e tutti i territori a partire proprio da Ponsacco e da Francesca Brogi".

Alessandra Nardini ribadisce che: "La politica della ruspa di Ceccardi e soci è solo uno slogan da campagna elettorale, ma aggrava le criticità spostando persone e problemi di gestione da un Comune all'altro. La sindaca si è fatta fotografare a cavallo della ruspa e non si è posta minimamente il problema di dove ricollocare quelle persone, minorenni inclusi. La nostra idea di società in Toscana è profondamente diversa: diciamo no ai ghetti e alle conseguenti tensioni sociali perché pensiamo si debba lavorare a un'integrazione vera attraverso un'accoglienza programmata, condivisa e diffusa. Ceccardi, che si vuole candidare a guidare la Toscana, pensa di gestire queste criticità facendo un ping pong di 
persone tra un Comune e l'altro ad oltranza? Questa è la bacchetta magica che promette nella sua permanente campagna elettorale?".

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