Campo Rom Bigattiera, Una Città in Comune: "La giunta ascolti Papa Francesco"

Sul prossimo sgombero del campo Rom della Bigattiera Una Città in Comune chiede attenzione ai diritti ed al futuro delle 120 persone residenti da anni in città. "Il campo è stato voluto dall'Amministrazione, ora si elimina senza una politica razionale"

(foto d'archivio)

'Una Città in Comune' fa appello alla Giunta Comunale di tornare sulla sua decisione di sgomberare il campo Rom della Bigattiera e lo fa citando Papa Francesco. Secondo la formazione politica l'analisi fatta pochi giorni fa dal Pontefice in un incontro pubblico con i movimenti popolari internazionali calza perfettamente alla situazione pisana: "Viviamo in città che costruiscono torri, centri commerciali, fanno affari immobiliari, ma abbandonano una parte di sé ai margini, nelle periferie. Quanto fa male sentire che gli insediamenti poveri sono emarginati o, peggio ancora, che li si vuole sradicare! Sono crudeli le immagini degli sgomberi forzati, delle gru che demoliscono baracche, immagini tanto simili a quelle della guerra. E questo si vede oggi".

La questione della Bigattiera è più che mai aperta. Lo scorso 30 ottobre i rappresentanti della comunità Rom annunciavano la decisione dello sgombero, con le 3 proposte degli assistenti sociali per risolvere la situazione: rimpatrio, spostamento fuori dalla Toscana, trovarsi delle case in affitto. Per 'Una Città in Comune' si tratta di "soluzioni insensate", votate "ad uso e consumo dei media senza nessuna politica di integrazione di queste popolazioni", in quanto i 120 residenti, per la metà bambini, sono ormai da anni radicati sul territorio. "Non si fornisce loro nessuna alternativa abitativa e di vita reali".

"Le famiglie rom della Bigattiera ed i loro figli non sono clandestini – spiega Marcello Cella di 'Una Città in Comune' – il campo peraltro è tutt'altro che abusivo visto che fu proprio l'amministrazione comunale dell'epoca, 10 anni fa, a realizzarlo per un progetto di integrazione. Mentre si accusano queste famiglie di ogni misfatto ed illegalità si continua a non fornire le condizioni minime di un vivere civile, senza acqua corrente, elettricità e bus per la scuola". In quest'ultimo caso appare assurda la presenza del bando pubblico per l'affidamento di tale servizio, dal valore di 57mila euro. "Che fine ha fatto questo bando e che fine faranno questi soldi, se il campo verrà sgomberato?".

Alla richiesta di interrompere l'iter dello sgombero e di rivolgersi con maggiore attenzione ai bisogni delle fasce a rischio si aggiungono i Giovani Comunisti di Pisa e Provincia. "La città di Pisa continua ad essere una città dove i più deboli e oppressi vengono 'puniti' per l’indigenza in cui vivono e di cui soffrono. Essere poveri, vivere nella marginalità sociale qua significa subire un 'castigo' costante, diamo quindi, in un momento difficile come questo, il nostro sostegno agli abitanti del campo della Bigattiera. Nei prossimi giorni continueremo a vigilare, con i compagni di Africa Insieme e di Una città in comune sulla situazione e sull’evolversi della situazione".

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