Sicurezza: gli 'sguardi di vicinato' si riuniscono in un'associazione

I responsabili dei quartieri lanciano il soggetto per aiutare i cittadini che vogliono aderire o chi vuole organizzare un gruppo locale. La responsabile Orlanza: "Ci sono tanti vantaggi, si riscopre il senso di comunità"

"Promozione della cultura della legalità, della pace tra i popoli, della non-violenza e della difesa non armata", più "interventi per la salvaguardia e il miglioramento delle condizioni dell'ambiente", per sostenere "progetti di sicurezza partecipata finalizzati alla coesione, alla sicurezza della comunità ed il monitoraggio di aree degradate". Sono questi gli scopi inseriti nell'atto costitutivo dell'associazione 'Sguardo di Vicinato', nata dalla volontà dei responsabili degli omonimi servizi. 

A spiegare necessità e motivi di questa istituzionalizzazione sono stati stamani, 5 novembre, i soci fondatori, che sono anche i responsabili delle chat Whatsapp che raccolgono le segnalazioni e le riferiscono, una volta filtrate, ai referenti della Questura. "L'associazione - ha spiegato la presidente Alessandra Orlanza - è apartitica, apolitica e senza scopo di lucro. Tutto è partito dal primo progetto di sguardo di vicinato nel 2015, a seguito dell'ondata di furti che colpì il quartiere di Putignano. Eravamo in 7/8 vicini di casa allora, poi si è sviluppato e diffuso, per questo ora occorre che sia strutturato e regolamentato. Abbiamo già chiesto un incontro in Prefettura: per noi si tratta di essere d'aiuto a residenti e Forze dell'Ordine. La continuità è un aspetto importante, per questo vogliamo ricordare il Questore Francini con cui il progetto è nato e ringraziare della disponibilità mostrata il Questore Rossi, insieme a tutti i suoi collaboratori".

"I gruppi di sguardo di vicinato già presenti nell'associazione - ha aggiunto il vicepresidente e responsabile de I Passi Michele Fabozzi - sono Putignano/Riglione, Santa Maria, I Passi e Porta a Mare. Altri sono in corso di formazione, cioè Porta a Lucca, La Cella/via Fiorentina e Pisanova/via Bargagna. Ricordo che per chi decide di entrare la segnalazione resterà anonima all'esterno, saranno i referenti a fare da tramite con le forze dell'ordine". Chi volesse partecipare ad un gruppo, organizzarne uno o anche solo chiedere informazioni può scrivere alla mail sguardodivicinatopisa@gmail.com. "Per essere iscritti - ha specificato Orlanza - saranno chiesti i dati, che saranno verificati dalla Questura. La quota associativa simbolica è di un euro".

L'essere formalizzato permetterà inoltre al progetto di essere inserito nei circuiti istituzionali, destinatario potenziale di finanziamenti o comunque di essere valutato come soggetto ben identificato da altri enti. I vantaggi del servizio sono molti, ha sottolineato la presidente: "Sul lato sicurezza può essere un valido aiuto alle forze dell'ordine, fornendo informazioni in tempi rapidi in casi particolari, ma soprattutto per i cittadini, sia per un fatto di prevenzione, con le segnalazioni di giri sospetti, che nello stimolare l'emersione di problemi senza la paura di ritorsioni. Vale sia per fenomeni come spaccio o furti, ma anche per questioni di degrado, di 'furbeti del rifiuto' e simili. Abbiamo anche visto che spinge i residenti del quartiere a ritrovarsi, a conoscersi ed avere fiducia reciproca, a recuperare un senso di comunità che sembra essersi perso".

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Ogni quartiere ha peraltro esigenze diverse. Ad esempio per la via Santa Maria "ci sono i problemi soprattutto legati alla movida - ha detto la responsabile Carla Colombani - quindi soprattutto solo legati allo spaccio. E' un quartiere che si sta spopolando, è difficile coinvolgere i residenti più presenti, cioè gli anziani. Il lato positivo però c'è, siamo tornarti a riunirci". In via Bargagna ha più peso il degrado, perché "è diventata periferia di Pisa - ha affermato Rachele Compare - viene usata come discarica. C'è bisogno di risvegliare il senso civico, specie nei giovani. Contribuire al progetto significa fare del bene per tutta la città". 

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