Sicurezza nelle discoteche, firmato il protocollo: sarà collaborazione fra pubblico e privato

Gli operatori del settore divertimento e sicurezza uniti alle forze dell'ordine per individuare misure specifiche per ogni locale. Il prefetto Visconti: "Si deve lavorare sull'aspetto culturale"

Alessandro Trolese di Confcommercio e Silb mentre firma il protocollo

Le regole, senza partecipazione, non hanno effetto. E' su questo principio che si basa il protocollo firmato oggi 21 settembre in Prefettura fra le associazioni di categoria di esercenti, sicurezza e forze dell'ordine per lanciare un nuovo approccio alla gestione della sicurezza nelle discoteche.

Parla di "partnership pubblico-privata" il prefetto Attilio Visconti, nell'illustrazione del documento. "Si punta sulla cultura della legalità - ha proseguito - l'attenzione si focalizza non solo sull'utente dei locali ma anche su chi gestisce ed opera all'interno, si comincia a parlare di formazione dei formatori. I fenomeni di abuso si combattono con l'educazione".

Il protocollo, oltre a prevedere la possibilità di accordi per interventi di sicurezza 'tradizionali', come l'incremento della videosorveglianza per i locali o la maggiore presenza di presidi delle forze dell'ordine, fissa anche pratiche generali utili a favorire la collaborazione fra gli operatori del divertimento e le forze dell'ordine, al fine di prevenire i problemi legati a disordini, spaccio ed eccessi di alcol.

Si cercherà di farlo attraverso campagne di sensibilizzazione e formazione di clienti e personale, con corsi per i dipendenti; pratiche di dissuasione; contatti costanti con gli agenti di pubblica sicurezza. Il protocollo rappresenta una sorta di decalogo, con poi le associazioni di categoria che, insieme ai singoli locali, potranno stabilire insieme alle istituzioni precise misure operative per ogni struttura.

"Ogni discoteca è diversa dall'altra - spiega il Questore Alberto Francini - si dovrà studiare ogni singolo caso, perché variano le condizioni ambientali e la clientela. Ogni esercente potrà venire da noi e si stabilirà insieme un protocollo operativo calato nel dettaglio di ogni situazione. Non può esserci un poliziotto per ogni cittadino, l'illegalità è molto varia e si combatte anche con l'autoregolamentazione delle associazioni di categoria. Questo piano è un valido punto di partenza".

In provincia di Pisa sono circa 5 o 6 i locali direttamente interessati dalla prima sperimentazione del protocollo, a cui poi in estate potranno aggiungersi quelli con le licenze per gli spettacoli da ballo. Il prefetto spiega che "oggi gli sforzi dei privati devono andare anche nella direzione della partecipazione alla gestione della sicurezza. Questo è un modello replicabile, che si potrà sviluppare anche per altre istituzioni, come le scuole".

"Le discoteche - ha affermato Alessandro Trolese di Confcommercio Pisa, presidente regionale del Sindacato Italiano Locali da Ballo (Silb) - sono state usate come capro espiatorio di diversi problemi legati alla sicurezza. Vedi i casi in cui per disordini si fa chiudere il locale, quando magari non è colpa sua. La collaborazione fra attività e forze dell'ordine potrà evitare che le aziende paghino i danni di pratiche di cui non sono responsabili".

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