Sopralluogo di Rossi a Calci: "Fatto già un gran lavoro, programmeremo il futuro"

I lavori di salvaguardia sui Monti Pisani procedono a gran ritmo e si concluderanno entro gennaio. Gli operai forestali alla Regione: "Ridiamo centralità al nostro ruolo"

Foto d'arcihvio

Sopralluogo ieri mattina, venerdì 21 dicembre, del presidente Enrico Rossi e dell’assessore regionale Remaschi sui luoghi dell’incendio. I lavori di salvaguardia sui Monti Pisani procedono a gran ritmo e a meno di 2 mesi dall'avvio degli interventi la quota realizzata supera già il 75% del totale. "Al massimo entro fine gennaio - fanno sapere dalla Regione - tutte le opere previste saranno completate". I lavori sono parte di un piano da 1,5 milioni di euro predisposto dalla Regione.

"Voglio complimentarmi con i lavoratori forestali che hanno fatto un lavoro straordinario. Se siamo qua oggi - ha detto Rossi - è soprattutto per essere vicini a una comunità che sembra essere stata ferita non una, ma due volte. Torneremo a gennaio per vedere il lavoro di recupero completato e per programmare insieme la gestione della ricostruzione del bosco e l'organizzazione delle comunità di bosco". Il presidente ha parlato anche del futuro. "Seguiremo insieme ai Comuni interessati e alla Provincia la fase successiva a questa che è quella della rinascita della grande area verde. Il bosco per fortuna, grazie alla natura, rinasce spontaneamente, ma la spontaneità va un po' guidata. Ci vorranno circa 20 anni per vedere ricrescere il bosco, ma bisogna pensare che lavoriamo anche per il futuro".

Viabilità: riaperta la strada provinciale del Monte Serra

Gli interventi realizzati

Sin qui gli interventi sono serviti al taglio del materiale vegetale bruciato, quello che non si é completamente incenerito e che viene utilizzato per la realizzazione di opere di consolidamento dei versanti, nella sistemazione idraulica forestale e in interventi di ripristino della viabilità all'interno del bosco. Inoltre sono state effettuati interventi di regimazione delle acque superficiali poste sulle sponde o all'interno dei piccoli bacini di raccolta presenti, con ripristino o realizzazione di fossi di guardia, e sistemazione del reticolo idraulico.

Sono infine stati già ripristinati oltre 11 km di viabilità forestale presente nei vari settori dell'area percorsa dall'incendio. L'ente competente per la realizzazione degli interventi è l'Unione Montana Val di Cecina, nel cui territorio ricadono le aree interessate dal rogo, ma con il rinforzo degli operai forestali di varie Unioni di Comuni limitrofe (Media Valle del Serchio, Lunigiana, Garfagnana, Appennino Pistoiese, Colline Metallifere) e del Comune di Calci. Il consorzio di bonifica del Basso Valdarno ha avuto invece il compito di intervenire sul reticolo idraulico minore.

Operai forestali: lettera al presidente

Presente all'incontro anche una delegazione di operai forestali che ha consegnato al presidente Rossi una lettera in cui si chiede maggior attenzione per chi tutti i giorni si occupa dei boschi della Toscana. "Ormai da anni - si legge nella lettera - assistiamo al progressivo contenimento dei trasferimenti finanziari regionali per la gestione forestale e di conseguenza al nostro impiego per attività sempre meno connesse alle delega. Il passaggio dalle Comunità Montane alle Unioni dei Comuni ha ridotto le risorse finanziarie e umane effettivamente utilizzate nella gestione del demanio regionale perchè parzialmente sottratte in conseguenza delle problematiche strutturali e sociali dei singoli Comuni".

"Siamo attaccati al nostro mestiere - si legge ancora - ci crediamo e ci mortifica non avere più un ruolo. Siamo utilizzati in qualsiasi ambito, snaturando la nostra funzione, solo per tamponare la mancanza di risorse che sarebbero funzionali alla messa a frutto del patrimonio regionale. Vi chiediamo di ridare protagonismo al ruolo degli operai forestali, non solo nell’ambito della gestione del patrimonio forestale regionale ma anche rispetto a un ruolo di prevenzione e difesa che si è andato negli anni consolidando e che ha creato i presupposti per allargarne le competenze riconoscendoci come parte integrante della Protezione Civile Regionale. Siamo operatori specializzati, distribuiti capillarmente su tutto il territorio e profondi conoscitori dello stesso, dotati di mezzi forestali, agricoli, per il movimento terra e di altre attrezzature specifiche. Occorre quindi una regia regionale che uniformi su tutto il territorio le procedure organizzative e di intervento".

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