Allevamento intensivo nel cascinese: "Sospesa l'autorizzazione ambientale"

Ad annunciare la decisione della Regione il sindaco di Crespina-Lorenzana, Thomas D'Addona

"La Regione ha sospeso l’autorizzazione ambientale dell’allevamento e in azienda attualmente non è presente più alcun animale". E' quanto annuncia il sindaco di Crespina-Lorenzana, Thomas D'Addona in merito all'allevamento intensivo di suini, "con oltre 10mila capi", che da quasi trent'anni esisteva nella frazione di Cenaia provocando problemi di maleodoranze e non solo.

"Per quanto la competenza sulle autorizzazioni e sui controlli dell’allevamento ricada sulla Regione, l’amministrazione Comunale da tempo ha condotto un’azione parallela di controllo che ha portato a conclusioni sottoposte agli organi competenti. Per la precisione, abbiamo rilevato importanti irregolarità nella gestione dell’allevamento, non tanto sul benessere degli animali, ma sulla gestione dei reflui". 

D'Addona spiega come "la normativa consente al gestore di smaltire il liquame interrandolo in tutti i campi a disposizione (non sempre i soliti) e solo con tecniche idonee a contenere la maleodoranza; invece per svariati motivi, ad oggi oggetto di specifiche indagini, il liquame è stato distribuito finora in maniera disomogenea mediante ruscellamento nei campi, con le conseguenze che purtroppo tutti conosciamo. Molte di queste mancanze erano già state rilevate dalla nostra Amministrazione negli anni passati; ma la situazione, che nel 2014 sembrava avviarsi ad una soluzione, si è invece notevolmente aggravata a seguito del vuoto che si è determinato nel passaggio di competenze tra Provincia e Regione in quel periodo". 

Proprio per questi motivi dal 2016, a seguito di una situazione di stallo, il sindaco ha fatto vari esposti, prima alla Regione poi all’Arpat, alla Procura della Repubblica e al NOE (carabinieri). "Sulla base delle nostre segnalazioni e denunce, la Regione ha impostato una verifica complessiva procedendo con un’analisi dettagliata e completa dell’allevamento e oggi, dopo alcune diffide disattese da parte dell’azienda, ha sospeso l’autorizzazione ambientale dell’allevamento. E’ in corso un procedimento per la revoca definitiva dell’autorizzazione".

"Crediamo fermamente nella libertà di fare impresa - prosegue il sindaco - ma non per questo siamo disposti a tollerare attività così fortemente impattanti che per anni hanno afflitto il nostro territorio e la nostra popolazione. Anche nella malaugurata ipotesi in cui l’attività dovesse riprendere nel rispetto di tutte le prescrizioni normative (cosa che fino ad oggi non è mai accaduta), pure in quel caso riteniamo che il nostro territorio abbia sopportato abbastanza".

"L’azienda - conclude D'Addona - ha impugnato, in questi ultimi anni, qualsiasi provvedimento emanato dalla Regione, da Arpat e dal Comune: noi siamo convinti del nostro lavoro e certi dell’esito favorevole. Incassiamo il sostegno alla nostra azione da parte dei comuni limitrofi e in virtù degli ultimi provvedimenti della Regione (revoca dell’AIA), riteniamo che ci siano le condizioni per porre la parola fine a quell’allevamento".
 

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