Bancarelle Piazza Duomo, spostamento in via Pietrasantina: "No, grazie"

Dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ha previsto lo spostamento delle bancarelle solo per il tempo necessario ai lavori, il coordinatore della commissione di mercato del Duomo Boni spiega a Pisatoday le intenzioni dei commercianti

C'è stata qualche lacrima di soddisfazione tra i bancarellai subito dopo aver letto la sentenza del Consiglio di Stato che ha decretato lo spostamento delle bancarelle di Piazza Duomo solo per il tempo necessario ai lavori. Una vittoria dopo una dura battaglia anche se resta un po' di rammarico, come ci spiega Gianmarco Boni, coordinatore della commissione di mercato del Duomo. "Certamente da un lato siamo contenti perchè la sentenza rafforza il nostro diritto a continuare a praticare la nostra attività nel luogo in cui da sempre lavoriamo - spiega Boni - ma dall'altro lato non possiamo nascondere l'amarezza di essere dovuti arrivare fino al Consiglio di Stato, indice che tra le due parti non c'è stata la necessaria concertazione". "Da parte nostra - prosegue Boni - abbiamo provato in ogni modo a trovare una soluzione ma con l'amministrazione comunale non c'è stato niente da fare. Anzi sinceramente credo che dietro il necessario restauro del muro del Museo delle Sinopie, con l'ordinanza di trasferimento in via Pietrasantina, si nascondesse anche il pretesto per togliere definitivamente le bancarelle da Piazza dei Miracoli".

Ed è proprio sul trasferimento, seppur provvisorio, vicino al parcheggio dei bus turistici, che le perplessità dei bancarellai sono numerose. "Le nostre strutture sono vecchie, hanno 35-40 anni, non ci è stato possibile intervenire per risistemarle visto che la Soprintendenza ce lo ha sempre vietato. Per questo spostarle di qualche chilometro vorrebbe dire rovinarle del tutto e dover spendere 30-40mila euro per ricostruirle nuove: a noi commercianti questo non conviene" afferma il coordinatore della commissione di mercato del Duomo, che pensa a soluzioni alternative. "Di primo impulso ho pensato: possiamo stare chiusi un anno, per il tempo necessario ai lavori - dice - ma poi riflettendoci meglio possiamo trovare soluzioni alternative. Penso ad esempio ad una ristrutturazione a lotti del muro del Museo delle Sinopie, che magari preveda la chiusura alternata di due o tre bancarelle per volta. Se pensiamo che spesso sotto le impalcature vengono tranquillamente collocati i tavolini dei bar, credo si possa trovare un rimedio anche per le nostre attività. Noi aspettiamo un cenno dall'amministrazione comunale: siamo disponibili a sederci intorno ad un tavolo e a discutere". Intanto però il posto è quello davanti alla Torre. Nessuno lo toglierà più.

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