Cascina, Vigili del Fuoco al freddo e senza acqua calda: c'è lo stato di agitazione

L'evento che ha portato alla decisione un principio di incendio che ha messo ko le apparecchiature. A distanza di giorni nessun intervento per risolvere la situazione

La sede dei Vigili del Fuoco a Cascina, in via della Repubblica

Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Pisa in stato di agitazione a causa delle condizioni in cui versa la sede del distaccamento di Cascina.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso l'episodio avvenuto lo scorso 22 marzo, quando un guasto elettrico ha provocato principi d'incendio su tutte le apparecchiature elettriche e elettroniche, che hanno causato l'assenza di condizioni igienico sanitarie e di sicurezza di impianti e attrezzature.
"A sei giorni dall'evento - si legge nella dichiarazione dello stato di agitazione indirizzata alle autorità preposte dai sindacati (Fp Cgil - Fns Cisl - Uilpa - Conapo - Usb) - nella sede non sono state approntate nemmeno opere provvisionali per produzione acqua sanitaria calda, né impianto di riscaldamento, lasciando i lavoratori senza le minime condizioni igienico sanitarie necessarie in un luogo di lavoro come lo è una sede VVF".

Le condizioni critiche della struttura non sono in realtà una novità. "Proprietario dell'immobile è il Comune di Cascina che dovrebbe provvedere alle opere di manutenzione straordinaria - sottolineano infatti Massimo Marconcini, coordinatore regionale FP CGIL VVF, e Giovanna Bernardini, segretaria Funzioni Centrali FP CGIL Pisa - chiariamo subito che la situazione si trascina ormai da anni coinvolgendo anche la precedente amministrazione ma ora siamo ad un punto critico che rischia di mettere in serio dubbio anche la capacità di soccorso dei Vigili del Fuoco visto che le comunicazioni avvengono ormai con componenti elettroniche che sono state interessate dal guasto, quali l’apparato radio, l’impianto telefonico, di illuminazione e il cancello di uscita dei mezzi di soccorso". "La sede - proseguono i due rappresentanti della Cgil - si sta sempre più deteriorando con il passare del tempo, per cui la capacità d'intervento che la popolazione riconosce e si attende dai Vigili del Fuoco potrebbe essere messa seriamente in discussione. Inoltre lasciare sei giorni il personale VVF senza acqua sanitaria e riscaldamento, è, a nostro avviso, indice della considerazione che gli organi competenti danno ai Vigili del Fuoco e che è ben distante dalla percezione che la cittadinanza ha del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco".

"Chiediamo quindi che gli organi competenti si attivino per la immediata risoluzione del problema verificatosi il 22 marzo e al contempo intervengano a rimuovere la situazione di degrado della sede, questo perché pensiamo che un soccorso efficace ed in tempi congrui sia un diritto fondamentale per la cittadinanza" concludono Marconcini e Bernardini.

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