Stazione Marconi a Coltano, il degrado al Tg1: "Serve soluzione, immagine negativa"

Il sindaco Filippeschi commenta la situazione del Centro Radio nelle campagne pisane dopo il servizio andato in onda giovedì sera

Il degrado presente alla Stazione Marconi di Coltano alla ribalta nazionale grazie al servizio trasmesso ieri sera, 28 dicembre, nell'edizione delle 20 del Tg1. Scritte sui muri, calcinacci, una vera e propria 'foresta' nata all'interno della casa della radio, e poi ruote di auto, sporcizia e rifiuti vari. Una situazione allo sfascio che la stessa figlia di Guglielmo Marconi, Elettra, ha chiesto di risollevare, mettendo magari anche una targa per ricordare 'l'impresa' di cui suo padre andava fiero: nel 1910 partì infatti, per la prima volta, proprio dalle campagne di Pisa, un messaggio radio che dall'Europa raggiunse l'Africa.

Il giorno dopo il servizio su Rai Uno, il sindaco Marco Filippeschi commenta la situazione della Stazione Marconi, di proprietà del Demanio. "La denuncia di un vero e proprio scandalo nazionale ha preso finalmente quota. Il Comune si è fatto avanti, come si sa, con un progetto per il trasferimento definitivo della proprietà demaniale e con la richiesta di un'assegnazione almeno provvisoria per interventi minimi di mantenimento. Con una prima risposta - afferma il sindaco Filippeschi - nell'ultimo incontro con il capo di gabinetto del ministro Dario Franceschini, Giampaolo D'Andrea, ho di nuovo segnalato il caso, sollecitando anche un intervento del Mibact. Si sa che ho sensibilizzato i presidenti della Repubblica Napolitano e Mattarella. È una battaglia che la città deve vincere. Ma la memoria di Guglielmo Marconi ha un valore assoluto, mondiale. Dunque si tratta di una risposta che Governo e Parlamento devono dare, che ha una dimensione certamente risolvibile. Lo scandalo è che ad oggi non si è trovata e le immagini delle rovine della Stazione danno un'immagine molto negativa del nostro paese".

Sulla vicenda interviene anche la Lega Nord. “Il degrado e l’incuria - afferma Manuel Vescovi, capogruppo leghista in Consiglio Regionale - hanno preso, da tempo, il sopravvento in quella struttura storica, da cui agli albori del ‘900 Guglielmo Marconi fece partire il primo radiomessaggio transoceanico”. “Una situazione non degna di un paese civile - prosegue il consigliere - che riteniamo debba essere prontamente sanata, ridando piena dignità ad un luogo che è stato un gioiello della scienza”. “E’ inaccettabile - riflette Vescovi - che, come affermato anche dalla figlia Elettra, gli stranieri guardino col massimo rispetto al nostro illustre connazionale, mentre noi lasciamo che ogni tipo di rifiuti e quant’altro trovino ospitalità nell’immobile ormai diventato un rudere”. “Pertanto - conclude - faremo un’interrogazione per chiedere alla Regione Toscana, per quanto di sua competenza, d’intervenire per dare il via ad una effettiva ristrutturazione del luogo”.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche Edoardo Ziello, segretario comunale di Pisa della Lega, che ribadisce come la famosa stazione radiotelegrafica versi, effettivamente, in condizioni pietose, considerata la notevole importanza storica dell’edificio. “Visto che il sindaco - sottolinea il rappresentante locale del Carroccio - aveva promesso di farci un museo della comunicazione e non ha mai, colpevolmente, provveduto a realizzarlo, anche a seguito della pubblica denuncia fatta al Tg1 dalla figlia del grande Marconi, abbiamo quindi chiesto al nostro Gruppo consiliare in Regione di predisporre un’apposita interrogazione per fare piena luce su questa triste vicenda”.

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