Stazione Marconi senza finanziamenti: "Non esisteva alcun accordo con l'investitore"

Il sindaco Michele Conti, rispondendo ad un'interrogazione in Consiglio Comunale, ha spiegato nel dettaglio cosa è successo nel rapporto con Intracom-Telecom

Il tema della riqualificazione della stazione Marconi a Coltano è stato al centro del Consiglio Comunale di oggi, 19 febbraio, grazie ad un'interrogazione presentata dai consiglieri del Partito Democratico. "Abbiamo appreso dai giornali - ha affermato la consigliera Olivia Picchi presentando il documento - che l'azienda Intracom-Telecom ha ritirato la sua disponibilità a cofinanziare il progetto di recupero del bene con un investimento di 1,5 milioni di euro a causa della mancanza di dialogo con questa amministrazione. Vogliamo sapere se quanto riportato dai giornali corrisponde a verità, quali impegni sarebbero stati disattesi dall'amministrazione e come intende procedere d'ora in avanti per riqualificare il bene".

A rispondere è stato il sindaco, Michele Conti. "Quanto scritto - ha affermato il primo cittadino - corrisponde a verità. Il disimpegno da parte della società sarebbe avvenuto perché il 7 dicembre 2018 ho rimandato un incontro con la stessa perché ero fuori città. Mi prendo la responsabilità di quanto accaduto. Di fatto però non c'erano veri e propri accordi: non c’erano né atti di indirizzo né documenti vincolanti, solo pochi scambi di mail tra Comune e società. Il recupero del bene per noi rimane prioritario ma ad oggi non è possibile". 

Il sindaco ha quindi spiegato come "nel corso degli incontri che abbiamo fatto quest’estate con Intracom-Telecom avevamo espresso alla società la nostra posizione sostenendo che l’amministrazione comunale avrebbe dovuto concentrarsi sulle strade e le infrastrutture dell'area, mentre la società sul recupero del fabbricato che, ricordo, è tra l’altro proprietà del demanio e dato a titolo temporaneo al comune per due anni. Se una società decide di ritirare la sua disponibilità nei confronti di un’amministrazione che era aperta ad ogni ipotesi comunicandolo ai giornali, allora dovremo forse pensare che in quest'operazione di concreto c’era poco. La volontà di recuperare il bene da parte nostra c’era, ma per fare un matrimonio bisogna essere in due. Vediamo se ci saranno altri operatori interessati". 

"E' vero che di formale non c'era niente - ha ribattuto la Picchi - ma un certo percorso era stato fatto. Prima di fare un matrimonio i finanziatori vanno anche corteggiati, invito in futuro a fare più attenzione".

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