Pisa Marathon: tra gli atleti anche Stefano, un senzatetto che ha realizzato il suo sogno

Stefano Iacoponi, senza fissa dimora di Roma, parteciperà alla maratona in programma domenica. I volontari del 'Progetto Homeless' saranno coinvolti nell’organizzazione dell’iniziativa. Un esempio di come lo sport può ridare equilibrio e motivazione a un’esistenza difficile

La maratona non è solo un importante appuntamento sportivo, ma anche un’iniziativa capace di coinvolgere e favorire l’integrazione di soggetti in situazioni di alta marginalità. A dimostrarlo è la storia di Stefano Iacoponi, romano 'senza fissa dimora' che, dal 2001, grazie alla passione per la corsa, ha trovato un nuovo equilibrio in un’esistenza difficile. Ha incontrato 'Purosangue', un gruppo sportivo con cui ritrovarsi e che lo ha supportato affinché potesse realizzare un suo progetto, quello di correre in una gara podistica. Un allenamento costante gli ha consentito di partecipare, negli ultimi anni, a ben 25 maratone. E domenica, insieme agli amici del gruppo Purosangue (di cui è diventato testimonial), parteciperà alla XVIIª edizione della gara internazionale Pisa Marathon.

Mentre Stefano correrà, sei senza fissa dimora della città (volontari di quartiere di 'Progetto Homeless'), coadiuvati da quattro operatori, saranno coinvolti nell’organizzazione dell’iniziativa. Dalle 6 del mattino fino alle 16 del pomeriggio di domenica, si alterneranno nel presidio intorno al perimetro della struttura di Progetto Homeless di via Conte Fazio: si occuperanno della sistemazione delle transenne, della gestione del traffico e daranno agli atleti indicazioni sul percorso.

Inoltre, quando Stefano transiterà davanti al dormitorio in via Conte Fazio, riceverà in dono la pettorina dei volontari di quartiere, segno distintivo del gruppo in ogni iniziativa realizzata sul territorio.

“Siamo molto contenti che Stefano Iacoponi partecipi a PisaMarathon - spiega l’assessore Sandra Capuzzi, presidente della Società della Salute Zona Pisana - sarà un testimonial della valenza che la maratona, la corse, lo sport in generale possono assumere come motore di integrazione per persone che si trovano in situazioni di marginalità. Anche per questo sono convinta che dovremo cercare di realizzare in città progetti che favoriscano l’attività motoria dei senza fissa dimora”.  

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