Coldiretti, prima stima dei danni all'agricoltura: 6 milioni di euro

Per l'associazione serviranno 15 anni per rivedere il bosco sul monte Serra. Distrutti 10mila ulivi

Il territorio distrutto presso l'apiario dell'Apicoltura La Valle Graziosa

Ci vorranno almeno 15 anni per rivedere i boschi del Serra, andati a fuoco con danni all'ambiente, all'economia, al lavoro e al turismo. E' la stima di Coldiretti per gli oltre mille ettari di bosco distrutti dalle fiamme. "Ai costi per gli interventi di emergenza per spegnere le fiamme da terra e con i mezzi aerei e per la necessaria evacuazione - dice Tulio Marcelli, presidente di Coldiretti Toscan - si aggiungono quelli per la ricostituzione del patrimonio boschivo. Ma il fuoco ha pesanti effetti anche dal punto di vista ambientale dovuti alla perdita di biodiversità, con animali morti e piante secolari distrutte e alla distruzione di ampie aree di bosco che sono i polmoni verdi e concorrono ad assorbire l'anidride carbonica responsabile dei cambiamenti climatici".

"Nelle foreste andate a fuoco - precisa la Coldiretti - saranno impedite per anni anche tutte le attività umane tradizionali del bosco, come la raccolta della legna, delle castagne e dei piccoli frutti, ma anche quelle di natura hobbistica come i funghi. Le fiamme hanno risparmiato la Certosa di Calci, secondo monumento pisano per visite dopo Piazza dei Miracoli, ma non hanno avuto pieta delle diecimila piante di ulivo anche secolari. Distrutti dall'incendio vigneti e castagneti, minacciate abitazioni rurali e alcuni agriturismi che sono stati costretti ad evacuare, con una stima salita ad oltre 6 milioni di euro di danni solo per l'agricoltura. Gi ulivi dovranno essere ripiantati e ci vorranno almeno cinque anni prima che si torni a produrre".

Prima si parte a sistemare, prima si può ripartire: "Superata l'emergenza - sottolinea Antonio De Concilio, direttore di Coldiretti Toscana - occorrerà intervenire rapidamente per far ripartire le attività produttive anche con interventi straordinari per il reimpianto delle coltivazioni andate distrutte dal fuoco. Occorre aver presente che al costo per ripristinare la produzione, anche ricorrendo al reimpianto, di un oliveto o di un vigneto va aggiunto il danno per la mancata produzione per diversi anni. Bisognerà quindi tener conto della sopravvivenza delle aziende professionali di quei territori che vivono di agricoltura. La nostra Organizzazione sarà a fianco delle imprese e collaborerà con le istituzioni, anche attraverso le strutture territoriali, per avviare la fase di rinascita di un territorio così profondamente ferito".

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