Aeroporti, stop all'ampliamento di Peretola: "Conseguenze anche su Pisa una ritorsione"

La decisione del Tar provocherà anche un rallentamento dei tempi dell'ampliamento del terminal di Pisa. L'ex sindaco Filippeschi: "Pisa non deve pagare per Firenze"

Suscitano sconcerto le dichiarazioni rilasciate da Roberto Naldi, presidente di Corporacion America Italia, l'azionista di maggioranza di Toscana Aeroporti, a La Repubblica in seguito allo stop deciso dal Tar al progetto di ampliamento dell'aeroporto di Peretola. Uno stop contro al quale la società che gestisce gli scali di Pisa e Firenze ha annunciato il ricorso al Consiglio di Stato. Intanto, ha detto Naldi, "rivedremo per il breve periodo il nostro piano economico e finanziario. Dovremo non annullare ma rallentare anche i tempi dell’ampliamento del terminal di Pisa. Oggi non abbiamo la capacità di stanziare risorse per lavorare solo a Pisa e bisogna inevitabilmente rivedere i tempi".

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Dichiarazioni che hanno provocato la presa di posizione dell'ex sindaco di Pisa, Marco Filippeschi. "L'Aeroporto di Pisa non deve pagare lo stop dato dal Tar alla nuova pista di Firenze. Non c'è ragione d'interesse pubblico che giustifichi quella che a tutti appare una ritorsione".  Filippeschi ricorda quindi che l'investimento per l'ampliamento del terminal passeggeri "fu deciso il 27 aprile del 2012 e che il CdA della società, con il privato già maggioritario, aveva già dato il via all'investimento nel lontano 25 febbraio 2015. Poi l'ampliamento fu ancora rilanciato dal CdA di Toscana Aeroporti il 13 dicembre 2016". 

Secondo l'ex sindaco "dopo la privatizzazione d'investimenti strategici a Pisa non se ne sono più realizzati. All'opposto, si è danneggiato con la concorrenza illegittima dei bus Pisa-Firenze quello d'importanza fondamentale, per ammissione della stessa Toscana Aeroporti, del Pisa Mover. C'è quindi una contraddizione enorme che non si spiega. Proprio perché la gestione è unica e integrata l'investimento già deciso su Pisa darebbe un sicuro vantaggio, tanto più quando vi è l'incertezza sulla realizzazione di quello di Firenze. Di fronte a questa evidenza, il sindaco di Pisa deve prendere una posizione chiara e autonoma, una volta tanto, in difesa del Galilei. E il presidente della Regione Toscana deve rivendicare e difendere il grande e riuscitissimo piano d'investimenti che insieme, in pochi anni, abbiamo contribuito a realizzare, che ancora manca di questa previsione così importante".

Filippeschi sottolinea quindi come "Regione, Comune, Provincia e Camera di Commercio sono ancora soci, seppure minoritari, della Toscana Aeroporti. Dunque hanno anche gli strumenti per far valere negli organi della società le scelte già prese sulla base d'incontestabili valutazioni strategiche, tecniche e di contesto. Anche il governo, depositario del Piano di sviluppo aeroportuale toscano, dev'essere chiamato in causa dai parlamentari pisani di ogni orientamento. Naturalmente, il tema è di straordinaria importanza anche per i sindacati dei lavoratori e per le rappresentanze d'impresa, perché riguarda il cuore della nostra prospettiva di sviluppo e il lavoro per molte migliaia di famiglie". 

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