Strada dissestata a San Marco: "Mio padre disabile prigioniero in casa"

E' la segnalazione di una situazione di disagio causata dalle buche nel marciapiede e nella strada di via Quadrio. L'appello: "Il Comune ci tenda la mano"

Una testimonianza che racconta il disagio di una coppia di anziani, lui malato di Parkinson e costretto sulla sedie a rotelle, lei non più forte come una volta. Vivono in via Maurizio Quadrio, nel quartiere San Marco. E' la figlia a segnalare il problema, legato al dissesto di marciapiede e strada davanti casa.

"Da circa circa tre anni la malattia ha confinato mio padre su una sedie a rotelle - racconta - la sua disabilità non gli ha, però, mai impedito di muoversi liberamente. Il marciapiede davanti casa invece sì. A causa del dissesto, delle buche e della ghiaia nel maggio 2017 è anche caduto malamente dalla carrozzina, riportando, per fortuna, solo alcune contusioni. Da allora non si azzarda più ad uscire senza essere assistito da qualcuno. Ultimamente però anche mia madre, che prima lo accompagnava a fare lunghe passeggiate, non riesce più a spingere la sedie a rotelle oltre il tratto dissestato rendendoli prigionieri nella propria abitazione".

Le manutenzioni tardano ad arrivare: "Sia io che mia sorella più volte abbiamo provato a segnalare la situazione alla Pisamo, attendendo e sperando a lungo che l'azienda stessa o l'amministrazione comunale apportassero aggiustamenti al marciapiede di via Maurizio Quadrio, strada ad uso pubblico che si estende nel quartiere di San Marco. Ad oggi però le nostre segnalazioni sono rimaste inascoltate. Noi non chiediamo un risarcimento dei danni e dei disagi subiti, ci interessa solo dare la possibilità a nostra madre di far salire in auto nostro padre, cosicché possano andare al mare, a prendere un caffè o a cena come tutte le coppie di questo mondo".

"Bisognerebbe che il Comune - insiste la figlia - si facesse carico della manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade al fine di dare a mio padre, e a tutte le persone che stanno lottando contro una patologia, la possibilità di concentrare le proprie forze sulla sola lotta alla malattia e non su stupide problematiche legate a barriere architettoniche. E’ noto che negli ultimi mesi sia stato riavviato un procedimento di riqualificazione della zona aeroporto, voglio augurarmi che sia uno stimolo ulteriore nel tenderci una mano. Invito il Comune, la Pisamo e le Istituzioni tutte a venire a verificare il problema, basta un'occhiata per capire che stiamo negando la libertà ad una persona malata".

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