Street food annullato, l'organizzatore infuriato: "Come si può riqualificare un'area con un evento di quattro giorni?"

Secca replica all'amministrazione comunale da parte di Alfredo Orofino che sottolinea di avere avuto ogni autorizzazione per la piazza Vittorio Emanuele. Sulla questione l'intervento di Confesercenti

"Sono io ad essere basito dalle dichiarazioni di un assessore che pensa di riqualificare un'area con una manifestazione di quattro giorni. Prima di riqualificare, quella zona va bonificata e non puoi nemmeno pensare di riqualificare con il lavoro, per usare un eufemismo, degli altri, è l'amministrazione che deve pensare a migliorare la zona, non di certo noi". Dopo la replica di Palazzo Gambacorti, è ancora più furioso Alfredo Orofino, organizzatore dello European Beer Market, evento annullato per il degrado e problemi logistici nell'ex deposito bus di via Silvio Pellico. Un evento che avrebbe dovuto svolgersi inizialmente in piazza Vittorio Emanuele, poi spostato nella zona vicina per il divieto di somministrazione che vige nella piazza d'accesso a Corso Italia.

E proprio sulla prima location, quella appunto davanti alla Camera di Commercio, il Comune afferma che non era stata data alcuna autorizzazione proprio per il divieto dell'apertura di nuovi esercizi di somministrazione, un provvedimento prorogato dall'attuale Giunta Conti lo scorso 19 luglio, ma che era già presente anche in passato con il sindaco Filippeschi. "E' ridicolo, come si può pensare che io sia stato così stupido da pagare il suolo pubblico alla Sepi senza avere autorizzazione - attacca Orofino - ho la documentazione che attesta che tutto era in regola. Io credo che a Palazzo Gambacorti abbiano avuto qualche problema di comunicazione tra la parte politica e quella amministrativa, perchè proprio dagli uffici mi hanno detto che prima di luglio il divieto di somministrazione non c'era. Ho intenzione di andare in fondo a questa storia e ricorrere alle vie legali".

Poi la questione della nuova location dopo il 'no' per piazza Vittorio, arrivato ad inizio settembre, a pochi giorni dall'inizio dello street food. "Perchè l'assessore tra le location alternative che mi erano state proposte non nomina anche la Cittadella? - sottolinea Orofino - mi era stata offerta insieme a Marina di Pisa e Tirrenia e noi l'avevamo scelta, era il 4 settembre. Poi, uno o due giorni dopo, ci hanno detto che l'area era già occupata da un festival rock, anche se in realtà non ci risulta, e ci hanno proposto l'ex deposito bus. Io non conosco Pisa e mi sono fidato del Comune".

Una fiducia che è crollata alla visione dello stato dell'ex quartier generale del trasporto pubblico. Quando infatti mercoledì 12 settembre, nel tardo pomeriggio, alla vigilia dell'evento (in programma dal 13 al 16 settembre), gli organizzatori con alcuni espositori si sono recati sul posto, hanno subito notato la presenza di panettoni in cemento e soprattutto un degrado dilagante, tra sporcizia e 'personaggi' poco raccomandabili. "L'assessore dice che avrebbero pulito la piazza, rendendola agibile. Io mi domando quando, visto che alle 20.30 l'area era in quello stato e noi avremmo dovuto iniziare a montare il mattino successivo tra le 8 e le 9 - si domanda Orofino - inoltre chi avrebbe spostato i panettoni in cemento per far passare i furgoni degli operatori?".

Confesercenti in accordo con il Comune

Ad intervenire sulla infuocata questione è Confesercenti Toscana Nord con il responsabile dell'area pisana Simone Romoli. "Premesso il diritto di ciascuna associazione, organizzazione o privato cittadino di chiedere l'autorizzazione allo svolgimento di una qualsiasi manifestazione riteniamo che non rientri in quel diritto il pensare di non doversi attenere alle regole che ogni ente locale, autonomo nelle proprie  scelte, determina al fine di garantire, da una parte, una corretta programmazione dello sviluppo nel rispetto della libertà di impresa ma anche e soprattutto, nel rispetto dei diritti e delle aspettative dell'intera cittadinanza - sottolinea Romoli - la replica alle critiche del signor Alfredo Orofino, da parte del neo assessore delegato proprio settore dello Sviluppo Economico, per la mancata concessione di piazza Vittorio Emanuele II non fa una grinza; corretta nei contenuti e nella sostanza".

"In accordo con le associazioni di categoria, l'amministrazione comunale ha delineato un'area, zona rossa, entro la quale da oltre quattro anni, non vengono autorizzate aperture di esercizi  di somministrazione di alimenti e bevande alcoliche e di esercizi di vicinato quali i 'minimarket' e, davvero, il sig. Orofino, poteva pensare di avere il diritto di organizzarci un 'European Beer Market' che, solo dal titolo scelto presupponeva un fiume di birra che, per quattro giorni, veniva somministrata proprio nella zona interdetta a nuove aperture" prosegue Romoli.
"Fermo restando che manifestazioni che fondano 'il proprio successo' solo pubblicizzando bevande alcoliche e non anche prodotti e piatti tipici del nostro paese o dell'Unione Europea, ma anche del resto dei Paesi del mondo, non ci piacciono - aggiunge Romoli - il sig. Orofino avrebbe dovuto conoscere la legge della Regione Toscana che per le manifestazioni straordinarie a carattere commerciale come quella che aveva intenzione di realizzare, stabilisce che debbono essere finalizzate principalmente alla 'valorizzazione del territorio, o di determinate specializzazioni merceologiche'. Sinceramente non riteniamo che la birra, oggetto principale della iniziativa, abbia bisogno di essere promozionata così come non necessita di essere promozionata la nostra piazza Vittorio Emanuele II".

"La proposta dell'amministrazione di utilizzare l'area lungo le mura l'abbiamo fin dall'inizio condivisa perchè, e qui prendiamo atto delle 'verità' sul degrado evidenziate dal sig. Orofino, poteva essere l'inizio della auspicata valorizzazione di quell'area ed anche della possibilità di dare ospitalità, per il futuro all'iniziativa del sig. Orofino nonostante il non apprezzato messaggio 'European Beer Market" conclude Romoli.

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