Da donna a uomo: studente alle prese con imbarazzi e difficoltà

Il sito Il Referendum ha intervistato un 29enne che sta portando a compimento il percorso per diventare uomo: il ragazzo chiede all'Ateneo di Pisa di poter avere un libretto provvisorio per avere una vita più semplice

Una situazione difficile e delicata da vivere ogni giorno, ogni qualvolta ci sia da sostenere un esame, da rispondere all'appello in aula oppure prendere in prestito un libro in biblioteca. Il sito web Il Referendum racconta la storia di uno studente 29enne, iscritto all'università di Pisa, che sta portando a compimento il percorso per diventare uomo. Nell'intervista il giovane afferma di aver completato la parte psichiatrica e psicologica del percorso, ma non ancora il percorso ormonale. Ogni giorno, afferma il ragazzo, si trova a dover combattere con la sua doppia identità, visto che sul libretto universitario è rimasto il suo nome al femminile. Quando ha provato a chiedere una soluzione, le è stato risposto che il libretto è come un documento, come se fosse la carta d'identità, e dunque non era possibile averne un altro temporaneo.

"Ora non basterebbe scrivere Numero di Matricola: 4XXXX7 Nome: M. Cognome FXXXX e foto? Insomma sarei riconoscibile ma non sarebbe così imbarazzante da togliere dal portafoglio. Non mangio mai a mensa. L’idea del doppio libretto è per la biblioteca, per le questioni 'esterne' - afferma il 29enne nell'intervista di Il Referendum - Unipi funziona col portale di Alice, dove è legato al tuo username, ed ai tuoi dati personali completi, il libretto online che vale ai fini della richiesta dell’esame di Laurea, vale più del libretto. Sulla verbalizzazione dell’esame userò i dati personali, nome femminile ecc, che andrà sul portale nella medesima forma. Ma per le altre cose ci potrebbe essere il doppione con gli esami e simili. Fosse per me potrei portare anche ad ogni esame la perizia psichiatrica in mio possesso". "Ti iscrivi agli esami con nome e cognome, e viene fatto l’appello, o vieni chiamato attraverso quello - aggiunge - mi crea fastidio perché non posso vivere liberamente la mia vita universitaria al meglio, a lezione potrei presentarmi benissimo come S., ma poi vengo chiamato per nome agli esami. Sembra che prenda in giro le persone".

Della questione si è subito occupata Sinistra per che afferma: "Come sindacato studentesco, da tempo facciamo pressione sull’Ateneo per arginare discriminazioni di genere e di orientamento sessuale; fondamentale tra i nostri progetti è proprio la differenziazione del duplice libretto universitario (già possibile in alcuni atenei italiani) per tutti gli studenti in transizione, così da ovviare alle continue situazioni d’imbarazzo e di difficoltà che si verificano nei rapporti con la burocrazia universitaria, dagli esami ai pasti a mensa. Siamo inoltre impegnati sul fronte del DSU, lavorando per garantire a chi è borsista di non subire disagi nella fruizione dei servizi legati al diritto allo studio".

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