Università chiusa fino al 2021: via al tavolo di lavoro per studiare alternativa

Si è svolta la Conferenza Università Territorio, a confronto l'Ateneo e le forze politiche locali

Alle richieste di riapertura dell'Università di Pisa, superando l'attuale stop alle lezioni 'in presenza' fino a fine 2020, si aggiunge anche il Comune di Pisa. Il sindaco Michele Conti, in una nota, ha informato che alla Conferenza Università Territorio svoltasi ieri in via telematica, 9 giugno, ha chiesto al Rettore Paolo Mancarella di "rivedere la scelta di non riprendere le lezioni in presenza neanche per il primo semestre del prossimo Anno Accademico. Una decisione che per la città è devastante sia sotto il profilo economico, sia per lo stesso Ateneo, che può rischiare anche un calo di iscrizioni".

Secondo Conti c'è "il rischio è che molti ragazzi e le loro famiglie sceglieranno gli Atenei di altre città. Mi risulta, ad esempio, che a partire da settembre 2020, l’Ateneo di Firenze sarà di nuovo accessibile per uno svolgimento della didattica che permetta la presenza contingentata degli studenti nelle aule secondo l’orario previsto dal calendario didattico, oltre a dare la possibilità di seguire le lezioni online a chi lo volesse. Su questo mi sarei aspettato una posizione chiara anche da parte della Regione Toscana, in particolare dall’assessore competente Monica Barni che ha la delega ai Rapporti con Università e centri di ricerca e che, credo, avrebbe dovuto coordinare i tre Atenei e favorire una posizione univoca rispetto a questo tema".

"Le Università, i centri della ricerca scientifica e dell’alta formazione, fortunatamente concentrati a Pisa - valuta il primo cittadino - sono istituzioni strategiche in generale per lo sviluppo del Paese e in particolare del loro territorio di riferimento, nella misura in cui, oltre a perseguire le finalità tradizionali della didattica e della ricerca di base, riescono anche a creare intorno a loro una rete di collegamenti con i vari sistemi in cui si articola la società, da quello economico a quello scolastico, da quello dei servizi a quello della pubblica amministrazione. Spero che, tutti insieme, si riesca a trovare una soluzione per mantenere a Pisa questo valore e il vantaggio competitivo che abbiamo maturato negli anni rispetto a molte altre realtà d’Italia".

Sul punto ha specificato Francesco Auletta, di Diritti in Comune: "Si è tenuta finalmente oggi, dopo due mesi di richieste e ordini del giorno da parte nostra, la Conferenza Università Territorio che ha visto un confronto tra il Comune e le istituzioni universitarie cittadine, confronto quanto mai necessario vista la portata delle questioni in ballo. Accogliamo con soddisfazione il fatto che sia stata recepita la nostra richiesta di aprire immediatamente un tavolo di lavoro congiunto. Entro dieci giorni il tavolo si dovrà riunire per prendere decisioni sulla questione degli affitti, della mobilità e degli spazi per le attività studentesche".

Sul lato operativo il gruppo appoggia "la proposta dell’Ateneo di mettere a disposizione dell’Amministrazione comunale le aule universitarie per poter svolgere le lezioni ordinarie delle scuole dell’obbligo, in modo da permettere il rispetto delle misure di distanziamento imposte dalle linee guida e poter così agevolare la ripresa delle attività scolastiche da settembre. Ci auguriamo che il Comune sappia fare tesoro di questa possibilità e utilizzarla al meglio. Purtroppo registriamo invece da parte del sindaco Michele Conti un atteggiamento profondamente sbagliato: si è presentato alla Cut senza portare la minima proposta operativa e ha dimostrato di non avere alcuna idea sul ruolo che il Comune può giocare in questo frangente".

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Sul punto strutture il sindaco ha sottolineato: "Ho dato la mia disponibilità a fare tutto il possibile, come amministrazione comunale, per supportare l’Ateneo qualora decidesse di tornare sulla decisione presa e garantire lezioni in presenza da settembre. Anche, se ci verrà richiesto, con la disponibilità a mettere a disposizione temporaneamente alcune strutture del patrimonio del Comune per svolgere le lezioni. Su questo tema trovo, però, curioso che alcune forze politiche e anche il presidente di Anci Toscana chieda al Comune di intervenire per trovare soluzioni: l’Università dispone in città di un cospicuo patrimonio immobiliare, molto del quale attualmente inutilizzato, che può servire in questo momento per gestire una situazione straordinaria. Basta solo volerlo e organizzarsi".

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