Rebeldìa: in campeggio davanti al Comune per chiedere gli spazi

Molte associazioni e 80 amministratori hanno lanciato appelli nei giorni scorsi per l'assegnazione diretta: in consiglio comunale il sindaco promette comunque un incontro a breve con il Progetto

Le tende davanti al palazzo comunale (foto sito internet Progetto Rebeldìa)

Un vero e proprio accampamento di fronte a Palazzo Gambacorti con tanto di tende e striscioni, mentre nella sala consiliare è in atto il consiglio comunale. Il Progetto Rebeldìa, nel giorno della scadenza della campagna per l'assegnazione diretta degli spazi di Via Andrea Pisano, è sceso in piazza per chiedere una risposta all'amministrazione comunale.

"Oggi 30 novembre - si legge sul sito internet del Progetto - dopo due mesi in cui chiediamo la risoluzione definitiva del problema dello spazio per il Progetto Rebeldìa, apre il Rebel Camp, un campeggio speciale, un modo per stare comodi in una piazza della nostra città, aspettando che il sindaco Filippeschi si degni di dare una risposta  al Progetto Rebeldìa in merito all’assegnazione dello spazio di Via Pisano, come prevedeva l’accordo di gennaio da lui personalmente sottoscritto, e a proposito del quale siamo costretti a prendere atto della completa assenza dell’amministrazione".

Dopo le lettere scritte dalla miriade di associazioni che  appoggiano il Progetto e dopo l'appello firmato da ottanta amministratori di enti pubblici, Rebeldìa vuole ora un confronto con il primo cittadino.

"Non possono a Pisa - si legge ancora sul sito -  non avere voce le comunità migranti, le associazioni ambientaliste (Legambiente, Lipu, Greenpeace) o quelle di genere (Casa della Donna, Le Griff, Arcilesbica), le associazioni anti-mafia (Progetto Cabron - Libera) o le associazioni che lavorano con l’infanzia (Arciragazzi), che da anni collaborano con le associazioni del Progetto Rebeldìa promuovendo iniziative, ma anche sollevando le forti contraddizioni e le negazioni di diritti umani che troppo spesso si verificano in città. Non è altrettanto possibile, inoltre, che un’amministrazione rimanga indifferente e impassibile di fronte anche all’appello di amministratori di tutta Italia, che si auspicano una risoluzione della questione, affinché le 33 associazioni che compongono il Progetto Rebeldìa riescano a riprendere completamente le attività nella sinergia che le caratterizza da anni".

Rebeldìa ribatte con fermezza l'importanza della partecipazione alla vita sociale e politica della città. Ed è proprio una parte di città che ora non vuole restare inascoltata. "Il Progetto Rebeldìa insieme a quanti l’hanno sostenuto sarà qui davanti al Comune per almeno tutto il pomeriggio - si legge ancora sul sito internet - fino a quando sarà necessario a ricordare a quest’amministrazione che non può ignorare questa parte di città".

Mentre all'esterno le tende di Rebeldìa colorano Piazza XX Settembre, la questione dell'assegnazione degli spazi di Via Pisano è affrontata in consiglio comunale, con il sindaco Marco Filippeschi che prende l'impegno davanti ai consiglieri di fissare un incontro, al massimo entro l'inizio della prossima settimana, con il cartello Rebeldìa per discutere della questione. "Il sindaco parla con tutti e ascolta ogni giorno i problemi dei cittadini - ha affermato il sindaco nella sala consiliare - se fino ad ora non ho incontrato Rebeldìa è perchè la richiesta di incontro avanzata dal Progetto sottolineava la necessità di definire l'inizio dell'attività negli spazi di Via Andrea Pisano, mettendo in evidenza un diritto che non è stato acquisito". "La questione è lunga, ne abbiamo discusso più volte ed è stata affrontata sempre con la massima trasparenza. Quella della trasparenza è la strada che vogliamo continuare a perseguire" ha aggiunto il sindaco, contrariato dall'invasione di tende nel palazzo comunale. "Non mi sembra il comportamento giusto mettere le tende in Comune - ha affermato con tono polemico - non credo che l'amministrazione comunale si meriti un trattamento del genere per ciò che ha fatto per il mondo dell'associazionismo pisano, del quale ritengo che Rebeldìa sia una componente fondamentale".

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