Terrorismo, presunto jihadista arrestato a Ponsacco: istigava e reclutava on-line

L'operazione è scattata alle prime ore del giorno di lunedì. La Digos di Pisa ha arrestato un giovane marocchino ritenuto responsabile di reati specifici di propaganda e istigazione alla jihad, facendo proseliti con siti internet e Facebook

Un giovane marocchino è finito in manette questa mattina, arrestato dalla Digos della Questura di Pisa per propaganda e istigazione alla jihad. Si tratta di El Hanaoui Jalal, 25enne residente a Ponsacco, arrivato in Italia 17 anni fa con un ricongiungimento familiare. Le indagini sono ancora in corso per l'eventuale individuazione di altre persone a lui collegate sul territorio nazionale.

Il Gip di Firenze ha disposto la custodia cautelare in carcere. L'operazione è stata coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo di Firenze. Sono intervenuti oltre la Digos altri operatori specializzati di Polizia come unità di artificieri, agenti della Polizia Postale e delle Comunicazioni, Polizia Scientifica e Nucleo Prevenzione Crimine.

Nella conferenza stampa alla Procura di Firenze è stato riferito che l'indagine nasce dall'attività di monitoraggio di siti internet svolta dalla Polizia di Stato attraverso le Digos, distribuite sul territorio e coordinate dalla Direzione Centrale Polizia di Prevenzione. La sezione pisana ha individuato più profili Facebook in uso all'arrestato, sui quali quest'ultimo ha più volte postato immagini video e commenti dai quali sono emersi chiaramente per gli inquirenti, oltre le posizioni oltranziste ed estremiste in ordine alla religione islamica, una chiara condotta rivolta ad effettuare un'attività di proselitismo per la partecipazione alla jihad.

Per gli agenti Jalal ha istigato a commettere delitti di terrorismo. Il giovane è risultato essere amministratore di tre siti che raccolgono gruppi di persone fedeli o interessate alla religione islamica. I gruppi raccolgono fino a oltre 5000 iscritti che sono stati destinatari delle immagini video e commenti postati dall'arrestato, attraverso i quali quest'ultimo dava una lettura del Corano secondo la tradizione più estremista e radicale, nonché ha invitato in modo palese a partecipare alla jihad.

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La Digos di Pisa ha effettuato perquisizioni personali e domiciliari dove ha sequestrato cellulari e supporti informatici nella disponibilità dell'indagato. I profili Facebook utilizzati sono stati oscurati per interrompere l'attività di propaganda jihadista.

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