Torre piezometrica di Putignano, l'assessore: "Verrà abbattuta"

L'argomento è stato discusso nel corso del Consiglio Comunale di martedì, grazie ad un'interpellanza dei consiglieri 5 Stelle

La Torre piezometrica di via di Putignano, all’angolo con via delle Bocchette, verrà abbattuta. O almeno questa è l’intenzione dell’amministrazione comunale. A rivelarlo, nel pomeriggio di ieri, martedì 23 ottobre, l’assessore ai Lavori Pubblici, Raffaele Latrofa. L’argomento è stato infatti discusso nel corso del Consiglio Comunale grazie ad un’interpellanza dei consiglieri del Movimento 5 Stelle, Gabriele Amore e Alessandro Tolaini.

"La Torre piezometrica - ha detto Tolaini - altro non è che la torre dell’acquedotto che veniva utilizzata un tempo per gestire la pressione dell’acqua nelle case. Questa struttura è stata tempo fa oggetto di messa in sicurezza per evitare problemi di incolumità pubblica in quanto dalla torre si erano verificati dei distacchi di materiale. Gli abitanti del quartiere, soprattutto negli ultimi due mesi, hanno chiamato più volte i Vigili del Fuoco. Chiediamo allora a Michele Conti  di chi è la proprietà di questa torre e cosa intende fare per mettere in sicurezza, una volta per tutte, questa struttura".

La risposta è arrivata dall’assessore ai Lavori Pubblici. "Sono venuto a conoscenza di questa  problematica ad agosto. Gli uffici stanno lavorando sulla vicenda e hanno fatto anche due sopralluoghi nell’area. Il manufatto è di proprietà comunale ma è stato concesso in uso ad operatori telefonici che hanno installato qui le loro antenne. Sono stati effettuati controlli specifici che ne attestano la stabilità strutturale in seguito ai quali è stato deciso di installare un ponteggio per evitare il distaccamento dell'intonaco. Una soluzione che non ne garantisce però la stabilità in caso di eventi sismici".

Serve quindi trovare una soluzione definitva. "Ho richiesto - ha continuato Latrofa - dei preventivi agli uffici. Il primo, per il risanamento e il rafforzamento della struttura, prevede una spesa di 347mila euro. Il secondo, che prevede un parziale abbattimento della cisterna e il rafforzamento della parte restante, è di 327mila euro. Infine la soluzione richiesta da me, che prevede di radere al suolo la struttura, con una spesa compresa tra i 160mila e i 200mila euro. In questo modo in futuro non ci sarebbero da pagare nemmeno le spese di manutenzione. Ho dato mandato agli uffici di lavorare in questa direzione".

Latrofa ha anche spiegato di aver "contattato i gestori telefonici e insieme abbiamo discusso della possibilità di mantenere attive le antenne, che per noi sono una fonte di entrata, in quanto le aziende ci pagano lo spazio che gli concediamo, e radere al suolo il resto della struttura".

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