Toscana Aeroporti recede dagli accordi integrativi di 900 dipendenti

La comunicazione unilaterale dell'azienda è arrivata sui tavoli dei sindacati, dopo le trattative difficili sul nuovo contratto integrativo aziendale e le esternalizzazioni. L'Usb: "E' un atto di guerra"

Foto di archivio

Alta tensione fra Toscana Aeroporti ed i propri dipendenti. L'azienda ha deciso negli ultimi giorni, con una comunicazione inviata ai sindacati, di recedere unilateralmente "da tutti i trattamenti economici e normativi frutto di accordi, consuetudini e prassi aziendali attualmente in atto". Una misura che a partire dal prossimo anno comporterà nel concreto sensibili riduzioni di stipendio e cancellazioni di benefici, coinvolgendo i quasi 900 lavoratori di Pisa e Firenze. 

La decisione segue anche il naufragio delle trattative per il nuovo contratto integrativo aziendale, bocciato dalla maggioranza dai lavoratori degli scali toscani nelle scorse settimane in un referendum. "Ce lo aspettavamo - commenta l'Usb di Pisa con la Rsa degli aeroporti - era prevedibile per un'azienda che ha sbagliato strategia fin dall'inizio, mostrare i muscoli dopo aver condotto con la prepotenza tipica di un certo dilettantismo in questa complicata vertenza".

"La disdetta degli accordi - insiste l'Usb - successiva al no al referendum, è evidentemente un atto di guerra da parte di Toscana Aeroporti. A quelle organizzazioni sindacali che sbraitano a vanvera contro di noi, diciamo con molta serenità che hanno perso di vista il nemico perché l'azienda ha fatto questa sporca operazione per conto terzi, dimostrando così di avere dei diktat ben precisi da parte del futuro compratore che non saranno né la salvaguardia dei posti di lavoro, né la salvaguardia del salario". 

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Procede spedita la riorganizzazione aziendale di Toscana Aeroporti, con la creazione di una nuova società controllata che si occuperà dei servizi a terra (handling). "Un piano di esternalizzazioni - affermano Ucic-Prc e Possibile - preordinato all'ottenimento di forti risparmi sul costo del lavoro a totale danno delle retribuzioni dei dipendenti. Tutto questo avviene nell'assordante silenzio dei soci pubblici nel Consiglio di Amministrazione, ovvero della Regione Toscana e del Presidente Enrico Rossi, primo e principale responsabile della privatizzazione del nostro scalo, da cui è originata l'attuale situazione; della Provincia di Pisa e del Comune di Pisa. Cosa ha da dire il neo sindaco Conti il cui partito, la Lega, sostiene la realizzazione della nuova pista da 2400 metri a Peretola? Quali azioni intende intraprendere a nome del Comune di Pisa?".

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