Rom dalla Bigattiera a Coltano, la sinistra dai Carabinieri: "Il Comune ha dato l'ok"

Secondo Auletta, Ghezzani e Barbuti sarebbero stati gli stessi rappresentanti dell'amministrazione comunale e della Società della Salute ad acconsentire al 'trasloco' degli abitanti del campo della Bigattiera. "Com'era prevedibile lo sgombero non ha allontanato i rom" dicono

Si sono recati al Comando provinciale dei Carabinieri per essere ascoltati come persone informate dei fatti. Francesco Auletta, consigliere comunale Una città in comune-Prc, Luca Barbuti, consigliere comunale L'Altra San Giuliano, e Simonetta Ghezzani, consigliera comunale SEL, sostengono di aver visto tutto ciò che è successo nei concitati momenti dello sgombero della Bigattiera. La questione che ha convinto i tre esponenti politici a rivolgersi all'Arma è ciò che è avvenuto domenica nel campo di Coltano, quando due rom sono stati denunciati perchè si erano allacciati abusivamente alla corrente elettrica. Gli stessi rom hanno affermato di essere stati indirizzati a Coltano dai rappresentanti del Comune. "Lo stesso Comune - dicono Auletta, Barbuti e Ghezzani - che non ha dato alcun riscontro scritto di ciò ai Carabinieri. Dunque, né Palazzo Gambacorti, né la Società della Salute, né gli assistenti sociali, dicono i resoconti stampa, avrebbero mai dato il proprio consenso al 'trasloco' dei rom. Ma le bugie hanno le gambe corte".

"Nelle drammatiche ore dello sgombero noi eravamo lì, e abbiamo ascoltato, visto, fotografato, registrato quel che accadeva - continuano - ci avevano raccontato che alla Bigattiera c’era un imponente numero di stranieri irregolari e di 'fuorilegge': invece nessuno è stato arrestato, e tra le decine di persone presenti solo due erano prive di permesso di soggiorno. Ci avevano raccontato che tutti i rom regolari avevano ottenuto una soluzione alternativa, e invece abbiamo visto
molte famiglie con i documenti sbattute per strada. Soprattutto, abbiamo visto e ascoltato i rappresentanti del Comune e della Società della Salute, mentre davano il proprio consenso al trasferimento a Coltano. Il tutto è avvenuto verbalmente, senza alcun provvedimento formale, a dimostrazione che i nostri amministratori, a partire dal sindaco e dall’assessore Capuzzi, hanno una pesante responsabilità politica in un’operazione di mero ordine pubblico, senza alcuna programmazione di interventi sociali adeguati".

"Come era prevedibile lo sgombero non ha allontanato i rom, perché le persone non si possono smaterializzare a comando, ma ha provocato un trasferimento in altri luoghi della città, peggiorando solo le condizioni di vita e allontanando i bambini e le bambine dalle scuole. Ma alla Giunta Filippeschi questo non basta. Ora si prova a porre nuovamente un problema di ordine pubblico su Coltano, quando è la stessa amministrazione ad aver indicato ed autorizzato questo spostamento - sottolineano ancora Auletta, Ghezzani e Barbuti - il primo passo per fare gli amministratori è quello di non dire bugie: ma evidentemente questo prerequisito manca a chi sta speculando sulle famiglie rom per cercare di recuperare il consenso perduto. E allora è bene ristabilire la verità".
"Per questo oggi pomeriggio (ieri, ndr) - concludono i tre esponenti di sinistra - ci siamo recati presso il Comando provinciale dei Carabinieri chiedendo di essere ascoltati in quanto 'persone informate dei fatti' riguardo al trasferimento dal campo della Bigattiera a Coltano".

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