'Tribolo' a San Rossore, l'Ente Parco: "Allarme degli ambientalisti infondato"

Il Parco di San Rossore interviene sulla polemica lanciata dal Comitato in difesa di San Rossore sulla grande diffusione della pianta infestante subito dopo il raduno scout nella Tenuta

Circa un mese gli ambientalisti, facenti parte del Comitato in difesa di San Rossore, che da tempo stanno portando avanti la loro battaglia contro il raduno scout dello scorso agosto, avevano lanciato, proprio attraverso il nostro giornale, l'allarme per la presenza massiccia di una pianta infestante, comunemente nota con il nome di 'tribolo', nei terreni del parco, come conseguenza del massiccio passaggio delle migliaia di ragazzi, e conseguenti strutture, in occasione della Route Nazionale Agesci.

A questo proposito interviene l'Ente Parco per fugare ogni preoccupazione. "Si tratta di un allarme infondato e davvero pretestuoso, come chiunque da anni viva a San Rossore, e gli stessi gestori del Centro visite San Rossore (che nel 1998, quando hanno iniziato la loro attività in tenuta, hanno dovuto trovare altri sistemi per garantire il servizio di noleggio delle biciclette, visto che avevano constatato che quando i frutti spinosi della pianta s’inserivano nel fascione, finivano per rovinare tutto lo pneumatico e non solo la camera d’aria) possono testimoniare - sottolineano dalla presidenza - in tenuta il Cenchrus tribuloides ha persino sempre avuto un nome tutto suo ('cecio') ed ovviamente la sua diffusione non ha niente a che vedere con la Route nazionale Agesci, del cui svolgimento sostenibile tutti dovrebbero ormai farsi una ragione".

"Il 'tribolo', o meglio, la 'nappola delle spiagge' - proseguono dall'Ente Parco - è infatti una pianta presente da oltre settant’anni in Italia e diffusa in varie parti della Toscana, tanto che già negli anni Quaranta del ventesimo secolo era stata osservata sulla costa toscana: negli anni Sessanta, quasi vent’anni prima dell’istituzione dell’area protetta, era persino già presente nell’attuale territorio del Parco naturale Migliarino San Rossore Massaciuccoli, nella riserva naturale della Lecciona. Sebbene non esista una vera causa della sua presenza nella Tenuta di San Rossore, qualche richiamo storico può essere d’ausilio a formulare un’ipotesi plausibile".

La pianta, come raccontano dall'Ente Parco, ha iniziato a diffondersi in Toscana nel dopoguerra e, col passare degli anni, è divenuta invasiva sulla costa del Tirreno. In vari punti della Toscana e proprio a San Rossore, nella zona dei 'cotoni', si sono accampate le truppe americane settant’anni fa: in quell’occasione (ci sono foto storiche che lo dimostrano), i Cotoni furono spianati e il 'tribolo' ebbe probabilmente occasione di attecchire rapidamente. "In ogni caso - sottolineano - è assolutamente inverosimile che nel 1999 il 'tribolo' non fosse già presente nella Tenuta di San Rossore, o che negli anni 2000 fosse presente solo in numero di pochi individui".

"La Presidenza dell’Ente Parco - concludono - invita vivamente coloro che si stanno affannando a diffondere allarmismi e preoccupazioni ingiustificate come questa a recedere da tali comportamenti, in primo luogo a tutela della loro stessa reputazione, e in secondo luogo a salvaguardia dell’immagine e della dignità del Parco e della Tenuta di San Rossore, che si meritano ben altra stima, considerazione e pubblicità, e non certo risibili polemiche sul 'tribolo'”.


 

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